Inizio in salita, e con sconfitta, per una Fortitudo Trani che sperava di debuttare dinanzi al pubblico amico con un risultato diverso. Invece è finita 62-76 (14-16, 26-43, 39-60) contro un Castellana quadrato e cinico nello sfruttare le pecche del quintetto di casa, soprattutto concentrate in quel terzo quarto che è parso la chiave di volta della gara.
Squadra nuova, ma difetti di sempre: difesa non sempre arcigna, difficoltà nell’attaccare la zona, tanti errori nei tiri liberi, almeno quindici. «Abbiamo sbagliato il terzo quarto – ammette coach Mimmo Amoruso -, e contro una squadra esperta come loro, abbiamo pagato dazio. Subito dopo, quando abbiamo ripreso a difendere, quasi siamo rientrati in partita, ma ormai era troppo tardi. Ma sono problemi che avevo previsto, perché la squadra si è molto rinnovata e ringiovanita e, quindi, deve crescere. In ogni caso – prosegue l’allenatore -, a dispetto dei quattordici punti di scarto, vedrei il bicchiere mezzo pieno: abbiamo lavorato forte per tre quarti e mezzo, pagando quei cinque minuti di blackout in cui loro ci hanno punito. Mi sarei preoccupato se, dopo quel calo, la squadra fosse crollata. Invece, abbiamo reagito e fatto la nostra partita fino in fondo. Atleticamente siamo un po’ calati, ma alla fine non posso imputare nulla ai miei giocatori. Lo ripeto, dobbiamo solo lavorare e crescere. Il campionato è appena iniziato ed è ancora lungo. Noi sappiamo che dobbiamo puntare alla salvezza e, per fortuna, l’obiettivo è condiviso da tutti e questo aiuta ad affrontare il torneo con la giusta mentalità».
