“Nessun ridimensionamento del pronto soccorso. Il problema è che il Piano di emergenza estiva è ancora vigente e sarà prolungato a tempo indeterminato. Questo determina l’impossibilità di trattare, al momento, i codici rossi. Ma il pronto soccorso resta pronto soccorso, contrariamente a quello che affermano i sindacati”.
Così il direttore generale dell’Asl Bt, Giovanni Gorgoni, a margine della conferenza stampa in cui si sono presentati lo Sportello immigrati e la Porta unica d’accesso.
Il direttore generale, infatti, ha prorogato il Piano di emergenza estiva (a Trani e Canosa) a data da destinarsi. “Purtroppo è così – conferma -. Quantunque abbiamo pressoché smaltito le ferie, resta il problema della carenza di anestesisti. Poi, a luglio, è intervenuta una nuova legge che vieta alle Asl di ricorrere a contratti a tempo determinato se, prima, non si ottiene la relativa autorizzazione dalla giunta regionale. Le autorizzazioni le abbiamo sollecitate, ma non abbiamo avuto le risposte. Le proroghe in corso sono fino al 30 ottobre e, eventualmente, potremmo rinnovare alcuni contratti di mese in mese, ma con tante incertezze. Allora, le chirurgie di Canosa e Trani restano chiuse fino a tempi migliori. Il pronto soccorso? Premettiamo che l’ospedale di Trani è un contenitore, a mio avviso, fin troppo vuoto. Ma la carenza di anestesisti ci impone di non prevederne a Trani e, di conseguenza, il pronto soccorso non può permettersi codici rossi. Resterà aperto “h24”, ma questo fa parte del piano di emergenza. Nulla vieta di ripristinarne le piene funzioni quando dovessero tornare disponibili gli anestesisti. Ed è per questo che puntiamo a ristrutturare ugualmente la vecchia sede del pronto soccorso. Intatti, molti sono i soggetti che hanno partecipato al bando di gara. Anzi, sono così tanti che, purtroppo, i tempi di aggiudicazione si allungheranno”.
