«Le recenti vicende di cronaca costituiscono un segnale inquietante che porta Trani in una fase di tragico regresso d'inciviltà. Vi sono, quotidianamente, numerosi episodi che ci riportano nel baratro dell'imbarbarimento. Si tratta di fenomeni che provengono da lontano e che inizialmente sono apparsi come atti circoscritti ed episodici, ma che solo ora diventano diffusi e sistematici; drammaticamente pericolosi per la spirale di illegalità e di impunità che li contraddistinguono.
Trani, è la città dove l'istituzione dell'isola pedonale nel centro storico è arbitrariamente e violentemente boicottata da cittadini che tagliano i paletti di ferro decidendo con un atto mafioso di restituire la circolazione alle auto.
Trani, è la città dove qualcuno propone di riaprire dopo anni via San Giorgio al traffico veicolare cancellando il prezioso passo in avanti che si era compiuto con la pedonalizzazione.
Trani, è la città dove qualcuno, spudoratamente, si fa vanto di proporre la riapertura del lungomare alla circolazione a doppio senso per le auto.
Trani, è la città dove, come nel film di Rosi "Le mani sulla città" gli interessi speculatori delle imprese edili e della connivenza politica permettono la realizzazione di torri fuori qualunque contesto urbanistico.
Trani è la città dove è stato approvato un P.U.G. illusoriamente sovradimensionato sia in rapporto all'andamento demografico che alle potenzialità economiche.
Trani, è la città dove il progetto di bike sharing naufraga tragicamente per l'inciviltà dei cittadini che perpetuano costantemente atti di vandalismo verso le postazioni e le bici.
Trani, è la città dove il progetto di riqualificazione urbana del quartiere Sant'Angelo privilegia l'edilizia privata e stralcia la realizzazione delle opere pubbliche come la piscina comunale.
Trani, è la città dove la raccolta differenziata non decolla e dove neanche da parte dell'Amministrazione Comunale si rilevano segnali vitali che ci possano portare al porta a porta così come brillantemente avviene nella vicina Andria.
Trani, è la città dove la compensazione degli oneri di urbanizzazione permette alle imprese di realizzare opere pubbliche fantasma ed inesistenti.
Trani, è la città dove è possibile realizzare una piazza asfaltata (via Napoli) invece che pavimentata e per di più con la completa assenza di arredi urbani .
Trani, è la città dove è possibile nell'anno 2012 smaltire allegramente ciminiere di amianto accanto ai cassonetti dei rifiuti nel centro storico.
Trani, è la città dove nella straordinaria cornice dell'area portuale è possibile scorazzare allegramente con veicoli in doppio senso a ridosso degli avventori della movida intenti a degustare cocktail e pizza.
Potremmo continuare in questa stomachevole elencazione di disfunzioni, di immoralità e di degrado ma preferiamo fermarci e riflettere sulle motivazioni che stanno producendo questo inarrestabile regresso verso l'abisso dell'inciviltà. Temiamo che accanto ad un regresso antropologico che sta colpendo la società italiana vi siano gravi e specifiche colpe imputabili ai cittadini e agli amministratori locali. Tuttavia non è assolutamente il caso di trincerarsi dietro il culturalmente mostruoso "mal comune mezzo gaudio".
Molti dei problemi elencati attengono solo alla città di Trani. Nelle città a noi vicine si ha l'espansione delle isole pedonali, della rete di piste ciclabili, della raccolta porta a porta, della realizzazione di piscine comunali, di mercati rionali, di centri sportivi nei quartieri degradati, della consolidazione del bike sharing, ecc..
Riteniamo che i cittadini probabilmente, avvertono un inquietante lassismo che parte dall'alto, cioè dall'Amministrazione Comunale. I procedimenti penali che hanno recentemente coinvolto imprese edili e funzionari comunali. Le allegre spese per le fantasmagoriche estati tranese. La mancanza di idee chiare e coraggiose sulla gestione della città. La carenza di progettualità per la realizzazione di importanti opere pubbliche e per la difesa delle esistenti (vedi vicenda ospedale) hanno instillato nella testa dei cittadini tranesi il germe del "tanto..., chissenefrega", o peggio ancora del "ma chi me lo fa fare". Si tratta di devastanti atteggiamenti mentali che portano rapidamente verso il baratro del degrado e dello sfascio.
Noi della Legambiente siamo abituati a contrastare le difficoltà e a rimboccarci le maniche per costruire un futuro migliore ed un mondo più vivibile. Ci sforziamo in ogni momento di assumere un atteggiamento costruttivo che rifugga da visioni disfattiste e pessimiste; tuttavia riteniamo che mai come in questo momento la strada da percorrere sia in salita ed irta di difficoltà.
La crisi economica impedisce ai cittadini di avere una visione serena e fiduciosa nel futuro. Impedisce nello stesso tempo anche agli amministratori comunali di avere un minimo di progettualità che gli permetta di pianificare con saggezza la gestione della città.
Forse, la cosa più inquietante sta nel fatto che ben pochi cittadini riescono a percepire lo sconquasso e ad indignarsi. Il nostro è un accorato appello ai tutti i cittadini ed a tutti gli amministratori di buona volontà a rimboccarsi le maniche e costruire giorno dopo giorno un futuro migliore nell'interesse comune. Siamo convinti che se con un colpo d'orgoglio, di coraggio e di dignità civile non raddrizzeremo la schiena continueremo ad annaspare nella palude dell'imbarbarimento per affogare miseramente nei nostri contradditori comportamenti quotidiani».
I volontari della Legambiente - Circolo di Trani
