La manifestazione contro la violenza sulle donne si farà. Ma quela di domenica prossima, per palazzo Beltrani, resterà in ogni caso un’apertura provvisoria. Infatti, il problema è tuttora irrisolto. Come è noto, il 25 novembre si celebra la giornata mondiale per la sensibilizzazione sul terribile fenomeno della violenza sulle donne. Anche il centro antiviolenza di Trani “Save”, della cooperativa Promozione sociale e solidarietà (presso il centro Jobel) aderisce alla campagna con una serie di iniziative. Domani, sabato, 24 novembre, dalle 18 alle 20.30 in piazza Libertà (lato chiesa San Francesco), gazebo informativo sul fenomeno della violenza di genere e dello stalking, nonché sulle attività del Save di Trani. Alle 19 in punto, flashmob per ricordare le 102 donne uccise nel 2012, dedicato in particolare alla giovane Carmela, la diciassettenne di Palermo sacrificatasi per proteggere la sorella dalla furia omicida del fidanzato. E domenica, 25 novembre, alle 18 presso palazzo Beltrani, lo spettacolo di denuncia dal titolo: «Franca rame project: per Maria e per tutte le Marie», a cura di Dale Zaccaria. L’evento organizzato anche con il patrocinio del Comune di Trani, in collaborazione con la Fidapa.
Lo spettacolo aveva rischiato di saltare per i motivi da noi precedentemente illustrati. Ma, nel pomeriggio, è arrivata, almeno per l’evento, la schiarita. «Abbiamo avuto ogni sorta di rassicurazione in merito – spiega Marinetta Di Gravina, fra le responsabili del Save -, sia dall'amministrazione comunale, sia dalla direzione e gestione del palazzo».
L’ulteriore conferma è giunta da Nicola Battaglia, concessionario uscente della struttura: «Quantunque di questa manifestazione non fossimo stati posti a conoscenza, per non penalizzare gli organizzatori e la cittadinanza, anche in considerazione delle importante tematiche di cui tratta, garantiamo il regolare servizio. Resta inteso che si tratta di un’eccezione perché, allo stato, non sono intervenuti ulteriori chiarimenti in merito ai problemi che ci hanno costretto, nostro malgrado, a dichiararci non più disponibili a svolgere l’ulteriore gestione della struttura».
