Ancora un’aggressione, sicuramente verbale e, forse, anche fisica, ai danni degli ausiliari del traffico. La presunta colpa, avere fatto il proprio dovere, lasciando sul parabrezza di un’auto parcheggiata fra le strisce blu, ma sprovvista di grattino, l’avviso della relativa sanzione da versare all’Amet.
La segnalazione viene da un cittadino che, suo malgrado, non ha potuto non osservare la poco edificante scena verificatasi sotto i suoi occhi. «Mi trovavo in via Bovio – racconta -, nei pressi nei pressi della posta centrale, quando ho notato un gruppo di persone che urlavano e gesticolavano vistosamente. Da curioso, mi sono avvicinato e ho notato che alcuni inveivano contro due ausiliari del traffico. A quanto pare, due di loro non avevano gradito una multa e urlavano come degli indemoniati, ma anche le altre persone presenti approfittavano dell’occasione per insultare i due malcapitati giovani in divisa. La cosa che mi ha colpito – prosegue il testimone - è stato vedere la difficoltà degli ausiliari nel gestire la piccola folla, ma anche la loro umiltà nel cercare di dare a tutti una spiegazione pur essendo oggetto di offese e minacce. Quello che ripetutamente cercavano di spiegare, è che loro le multe le fanno sopratutto per il rispetto nei confronti di chi il grattino lo paga, ma anche che sono dei semplici esecutori di decisioni che prendono altri. Poi – conclude il cittadino - sono andato via e non so, onestamente, come sia andata finire».
Purtroppo non è la prima volta che si è in presenza di fenomeni di pericolosa insofferenza come quella testé descritta. Certamente, al di là di un maggior rispetto per chi lavora e non ha neanche strumenti per difendersi (gli ausiliari del traffico non sono organi di polizia), dotare la città di parcometri renderebbe sicuramente meno problematico il pagamento del parcheggio e più semplice anche il controllo da parte di chi è preposto a tale servizio.
