Sul territorio tranese manca un polo artistico-culturale, a causa del vuoto di un vero e proprio programma. La nostra realtà presenta molte strutture, le quali non sono aperte al pubblico, nonostante le guide turistiche dicano il contrario (come il Museo Diocesano). Mentre villa Bini, aperta al pubblico, è senza bagni pubblici, è in completo degrado e non ha una destinazione d’uso precisa mentre potrebbe essere adibita a contenitore culturale. Palazzo Beltrani, invece, necessiterebbe di ampliare gli orari di apertura e non solo. All’interno di esso servirebbe una giuria scientifica in grado di selezionare in modo professionale gli autori in mostra. Insomma molti siti di interesse artistico/culturale e ambientale dovrebbero essere segnalati in una cartografia turistica, a seconda dei percorsi proposti con guide turistiche.
Sarebbe fondamentale valorizzare gli artisti tranesi (come Biagio Molinaro od Antonio Piccinni) come trade d’union di testimonianze culturali non solo in ambito locale, ma di più ampio respiro. Un esempio da seguire è Palazzo della Marra, a Barletta, il quale intorno alla figura di Giuseppe De Nittis ha realizzato eventi culturali di spirito anche internazionale ( Tissot, Renoir, Boldini, Heyez, Fattori). Partendo da figure artistiche locali si possono indire concorsi d’arte di vario genere, per esempio; una mostra di incisione se trattasi di Piccinni. Seguendo l’esperienza, maturata in tal senso, di paesi come Sora, Aquiterme e Musummano Terme. Organizzare mostre di artisti di origine tranese che hanno fatto fortuna altrove, ed instaurare con la loro città rapporti di gemellaggio.
Ovviamente la pubblica amministrazione non può gravarsi totalmente degli oneri economici che ne deriverebbero. Per tanto, secondo la proposta del partito, l’evento culturale deve essere supportato da sponsor privati, in questo modo le aziende sarebbero le prime ad essere interessate per un ritorno di immagine (l’ esposizione all’ interno di palazzo Beltrani di un Tiziano o un Caravaggio). Marketing culturale e turistico vanno di pari passo. Gli eventi culturali, generalmente, di recente, hanno assunto un ruolo crescete nella ambito delle strategie di marketing urbano e rappresentando un punto di innesco di un progetto culturale, costruisce attorno all’evento un’ insieme di attività complementari.
Inoltre l’evento deve fungere da collettore tra i visitatori, il territorio e i residenti; affinché diventi un marchio territoriale e rappresenti un valore di fondo della comunità ed un punto di convergenza fra l’identità del luogo e l’immagine che, attraverso le varie manifestazioni, vuol dare di sé.
L’evento di una mostra deve essere capace di veicolare il concetto che non è un fatto meramente artistico; e non deve ottenere un effetto “mordi e fuggi”, quanto, coinvolgere il visitatore portandolo a scoprire il territorio apprezzandone le diverse attrazioni culturali, gastronomiche, naturali e di tempo libero.
Nel corso degli anni l’ attività educativa dei musei è aumentata, rivolgendosi ad un pubblico eterogeneo: giovani, adulti, famiglie, studenti, docenti, operatori museali, aziende e privati. , il che dimostra come la cultura, su cui nessuno vuole investire in quanto considerata un dispendio inutile di denaro, potrebbe in questo modo rappresentare, anche, una risorsa sul piano economico. Ultimi dati sostengono che la cultura è il settore che sembra reggere più degli altri e si candida ad essere fattore trainante della ripresa e il successo di tale rimonta è la comunicazione: che ha lo stesso potere del passaparola.
Emanuele Calabrese (coordinatore Psi Trani sez. Giacinto Francia)
Domenico Scaringi (studente dell’ Accademia delle belle arti di Foggia)
