Una donna è stata sottoposta stamani a trattamento sanitario obbligatorio per placarne l’ira dopo essere andata in escandescenze presso l’Ufficio servizi sociali. Per bloccarla è stato necessario trattenerla in cinque, fra agenti della Polizia locale e carabinieri.
All’origine dell’episodio, una difficile storia familiare d’indigenza, con il rischio che la donna perda anche l’affidamento della figlia. La bambina, purtroppo, era accanto alla mamma nel momento in cui la donna ha perso il controllo e, impietrita, ha assistito all’intera, imbarazzante scena.
Al di là del caso singolo, l’episodio accresce anche gli interrogativi sul perché, dalla gara per la messa in sicurezza del palazzo di città, quantunque aggiudicata, non si sia poi passati all’attivazione del servizio.
Il collaudo è stato effettuato, all’ingresso della casa comunale vi sono già i monitor pronti all’uso del nuovo sistema di controllo dell’intero immobile, parcheggio retrostante compreso, ma, tuttora, gli accessi sono disciplinati esclusivamente dalla vigilanza umana.
