È di 20mila euro l'impegno di spesa per i lavori di colmatura di buche e ripristini di marciapiedi ricadenti nel centro abitato. Si tratta di opere urgenti che il dirigente della quarta ripartizione, Claudio Laricchia, ha affidato alla ditta “Sud costruzioni”, di Trani, in via del Ponte romano, già ditta di fiducia dell'amministrazione comunale. Una parte di questi lavori sono stati eseguiti, altri avranno luogo a breve compatibilmente con le condizioni climatiche.
Si tratta, come dicevamo di lavori urgenti determinati dalle molteplici piogge, avvenute durante inverno in corso, a causa delle quali molte strade si presentano adesso con buche «che arrecano pregiudizio alla viabilità per gli automezzi – si legge nel provvedimento -, e tale dissesto stradale è causa anche di richiesta di danni attraverso contenziosi con i cittadini che subiscono danneggiamenti alle proprie autovetture».
All'Ufficio tecnico comunale sono giunte diverse segnalazioni da parte sia dei cittadini, sia degli operatori della Polizia locale che, spesso, sono chiamati proprio in occasione di incidenti dovuti a dissesti stradali.
Oltretutto, lo scorso 25 febbraio, a conferma quanto da noi riferito nei giorni scorsi, il sindaco richiedeva, in una nota, di «porgere grande attenzione per la situazione in cui versano le strade cittadine, che, oltre ad arrecare pregiudizio alle casse comunali per via dei contenziosi che ne derivano, danneggiano anche l'immagine della città».
Nell'attesa che, eventualmente, come il sindaco ci anticipava, si affidi la gestione dell'intero settore della manutenzione stradale ad un altro Ufficio tecnico, in convenzione, quello di Trani ha effettuato un monitoraggio tra tutte le strade cittadine riscontrando «la effettiva necessità di un intervento urgente per la colmatura delle buche stradali in vari punti della rete, nonché della sistemazione di alcuni marciapiedi maggiormente ammalorati».
I lavori, trattandosi di salvaguardia della pubblica incolumità, sono stati affidati con il criterio dell'urgenza e con un ribasso del 25 per cento rispetto alla base d'asta, che era di 27mila euro. Il tutto, nell'attesa «di interventi più radicali», secondo quanto anticipa il dirigente nella sua determinazione.
