Entra in una boutique e chiede un camerino per provare giubbotti. Lì se li infila in serie, uno sull’altro, nascondo il tutto sotto il suo. Uscito dal camerino, però, la proprietaria nota che, dal piumino dell’uomo, fuoriesce il colletto di un altro giubbotto, e, quindi, una volta vicino all’uscita del negozio, gli contesta il furto.
L’uomo reagisce minacciandola ed avvertendola del fatto che, se continuasse con le supposizioni, la denunzierebbe. La donna non si perde d’animo e, dopo avere invitato il soggetto a mostrarle quando nascosto sotto il giubbotto, ricevendo in cambio espressioni verbali sempre più aggressive, si porta in strada e, urlando, chiede aiuto ai passanti.
Un giovane, attirato dalla urla, corre in direzione della donna inducendo il malfattore a rientrare in camerino per disfarsi dei due giubbotti che ha occultato sotto il piumino dopo avere eliminato i dispositivi anti-taccheggio con una pinza.
Intanto, però, mentre la donna chiama il Commissariato di pubblica sicurezza, il soggetto, per guadagnarsi l’impunità, minaccia anche una commessa dicendole che, se non dovesse consentirgli la fuga, la percuoterebbe.
L’episodio termina con l’arrivo degli agenti, il fermo e l’identificazione del responsabile: Michele Di Gennaro, pluripregiudicato andriese di 41 anni, successivamente arrestato e ristretto in carcere per i reati di tentata rapina impropria e possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso.
