Che strano! Tutto intorno c’è una strana aria di fermento: capigruppo spodestati, componenti di commissioni comunali spostati di imperio, direttivi di comitati di partito che si rinnovano con nomi di fantasia, comitati cittadini apolitici ed apartitici sorti per la difesa di un ospedale dimenticato per anni i cui rappresentanti si preparano a fare politica, dibattiti politici in cui il passato ritorna ed il futuro diventa sempre più lontano…..e tanto altro ancora.
Sembra quasi di essere in campagna elettorale eppure le elezioni politiche sono appena terminate e la prossima tornata è lontana almeno due anni!
O no??
Probabilmente devo avere le allucinazioni o forse vivo in un’altra dimensione visto che per qualcuno sono uno strano fantasma che partecipa a riunioni in assessorato e fa dichiarazioni in consiglio comunale salvo poi a risultare assente sui comunicati stampa.
In ogni caso vedremo dove andremo a parare ma se fossi il sindaco di questa città incomincerei a preoccuparmi e forse mi sentirei su un terreno paludoso.
Per ora, però, non voglio preoccuparmene e vorrei tornare al consiglio comunale del 15 marzo dell’anno primo dopo i Maya, un consiglio comunale nel quale, a dispetto della apocalisse superata e di tutte le promesse elettorali e nonostante la ripresa televisiva, tutto si è svolto come al solito: i provvedimenti sono arrivati sul tavolo della opposizione in netto ritardo per elaborare proposte costruttive, l’attenzione del folto pubblico intervenuto era limitata alla verifica della approvazione del provvedimento che intendeva ribaltare sul consiglio comunale la responsabilità di spese per l’acquisizione di servizi attraverso convenzioni con cooperative di tipo B ed i tentativi di scalata a posizioni di presidenze transcomunali sono stati proposti come progetti innovativi.
In quel consiglio comunale c’era un solo argomento di interesse comune, eppure proprio quella proposta ha ricevuto l’attenzione minore.
Spiegherò in un altro momento ed ovviamente solo a quelli che ne avranno voglia la mia assenza in aula al momento del voto relativo al punto 2 perché ora vorrei invece focalizzare la mia attenzione sul provvedimento relativo all’approvazione del piano comunale per il diritto allo studio in merito al quale ho espresso la seguente dichiarazione che riporto integralmente in coda a questo comunicato per non correre il rischio di appesantire ….i lettori:
Né cuss (vedi questo), avranno pensato in molti, non bastava l’ospedale, pure la scol nc vlev! (anche sulla scuola deve intervenire)!
Non posso e non voglio esimermi dal mio dovere: la scuola intesa come istituzione da rispettare e come strumento fondamentale per la formazione e la crescita culturale di una società sana deve rappresentare una priorità per tutti e pertanto, con la mia astensione ho voluto esprimere un giudizio negativo su un provvedimento che si limita a compilare gli spazi vuoti di un questionario regionale.
Siamo infatti convinti che i nostri ragazzi meritino di più di un progetto che arriva sempre e solo alla fine dell’anno scolastico e vorremmo che per una volta, speriamo la prossima, si impegnino più soldi per la scuola riducendo semmai le spese per i rifacimenti delle stanze dirigenziali o per l’intestazione di piazze a concittadini che durante la loro esistenza hanno evitato accuratamente di pesare sul bilancio cittadino e che sicuramente non avrebbero mai scelto di farlo da morti.
Del resto in un momento in cui tanti tirano la cinghia sarebbe opportuno che pochi dimostrassero il senso della misura, dell’equilibrio e della coscienza sociale.
Il circolo Sel di Trani con il gruppo di lavoro "scuola e cultura" manterrà l’impegno di organizzare un dibattito pubblico che veda coinvolti i rappresentati degli organi scolastici, dagli insegnanti ai ragazzi, dai sindacati ai genitori, dai politici alle organizzazioni sociali, sperando di evitare almeno per il prossimo anno lo scempio che sino ad ora si è fatto della scuola e delle sue strutture a danno della società.
Sulla base di queste convinzioni il mio intervento in sede di Consiglio Comunale è stato il seguente:
“Io capisco che in un momento di turbolenze finanziarie al quale il Comune di Trani non è estraneo sia difficile elaborare un piano per la tutela del diritto allo studio che sia adeguato e che rappresenti anche un supporto al miglioramento ed alla fruibilità delle offerte in tema di istruzione pubblica ma i compiti di una amministrazione non possono neanche essere limitati sempre ed esclusivamente al minimo necessario previsto dalle direttive regionali.
La lettura del documento in esame evidenzia infatti già nel suo prospetto riepilogativo come il nostro assessorato alla pubblica istruzione si sia limitato a considerare come compiti esclusivi di sua competenza il contributo economico disponibile per il servizio di mensa, il servizio di trasporto e gli interventi vari, dimenticando che anche gli istituti scolastici stanno affrontando momenti di difficoltà strutturali ed organizzative per le quali sarebbe auspicabile un apporto costruttivo da parte della amministrazione pubblica.
Nella stesura del piano sono stati totalmente dimenticati gli interventi necessari al dimensionamento delle strutture scolastiche ed al pericolo ad esso connesso di accorpamento di alcuni istituti, della conseguente perdita di posti di lavoro e del disagio che ne deriverebbe agli studenti ed alle loro famiglie né risultano gli impegni che l’ente Comune intende assumere per la loro manutenzione in osservanza alle norme di igiene e sicurezza né tanto meno ci si è posti il problema di assumere un ruolo costruttivo nel dialogo fra la scuola, la famiglia e le associazioni; manca inoltre la parte relativa alle politiche che si intendono adottare in tema di scuola e, infine, si fa riferimento in modo molto generico a fondi affidati direttamente ai dirigenti scolastici per fare fronte alla piccola manutenzione ed alle spese di ufficio.
Il tempo a disposizione per il mio intervento in questa sede non sarebbe sufficiente a prendere in considerazione i punti elencati e non voglio abusare della pazienza dei colleghi ma mi riservo di presentare una analisi della situazione scolastica secondo SEL ed una serie di proposte che potrebbero contribuire al miglioramento del sistema scuola in ambito cittadino.
Non posso non invitare però le istituzioni competenti a prendere atto dello stato di degrado in cui versano gli istituti pubblici ed a porre immediato rimedio a situazioni che rappresentano un pericolo fisico e sanitario per i nostri ragazzi oltre che uno stimolo diseducativo ed una istigazione alla sfiducia nei confronti delle amministrazioni pubbliche.
Finisco ricordando che lo studio e la cultura non debbano considerarsi un lusso superfluo ma, tutt’altro, uno strumento utile e propedeutico alla conservazione ed alla creazione di posti di lavoro e perciò un elemento essenziale alla fuoriuscita dalla crisi e che, come giustamente si afferma nella relazione allegata alla proposta di delibera “il piano di diritto allo studio è l’azione più significativa del Consiglio Comunale in ambito educativo che vede l’ente concretamente coinvolto nell’ambito dei servizi relativi all’educazione ed all’istruzione……”
Mimmo Santorsola (Sel)
