Dopo quasi due anni si sono chiuse le indagini sull'omicidio del 62enne imprenditore edile tranese Nunzio De Girolamo, trovato ucciso in un podere di Bisceglie il 13 maggio 2011. Gli indagati sono l’intonachista tranese Nicola Lops, suicidatosi 48 ore dopo, e suo figlio Savino, detto Massimo, di 36 anni, residente a Bisceglie. Coinvolto anche il fratello Lorenzo, 32enne, per i presunti reati di ricettazione e riciclaggio.
Un anno e mezzo fa l’inchiesta stava prendendo la strada dell’archiviazione, ma, prima ancora che il Gip si esprimesse n tal senso, Ruggiero richiamò i fascicoli in procura per un supplemento investigativo. Dal quale sarebbe emerso che Nicola Lops non avrebbe agito da solo e che De Girolamo fu vittima di una vera e propria imboscata organizzata, secondo l'accusa, perché corrispondesse ulteriori acconti o il saldo per lavori di pitturazione (non ancora ultimati) che l'impresa Lops stava eseguendo in un complesso residenziale in costruzione a Trani in contrada San Luca.
Nel podere dove avvenne l’incontro, De Girolamo sarebbe stato prima picchiato, poi ucciso con tre colpi di pistola a bruciapelo, quindi calato in piedi in un pozzo. Successivamente la sua auto fu data alle fiamme. Lorenzo Lops non avrebbe preso parte all’agguato, ma avrebbe versato in banca i soldi rapinati dal padre e dal fratello, 10mila euro, nel corso dell’imboscata ordita ai danni di De Girolamo.
