Il coordinamento chiede «l’approvazione unanime senza emendamento alcuno». Il consiglio comunale, invece, potrebbe addirittura non discuterla per nulla. Ci riferiamo alla proposta di adesione del Comune di Trani al progetto di legge di iniziativa popolare denominata «Rifiuti Zero».
Nelle scorse settimane il coordinamento di Trani «Rifiuti zero» aveva protocollato la proposta di delibera, invitando il consiglio comunale ad aderire alla strategia «che prevede di fare rientrare il ciclo produzione-consumo entro i limiti delle risorse del pianeta – spiega il portavoce del comitato, Anna Rossi -, attraverso la riduzione dei rifiuti, il riuso dei beni a fine vita e il riciclaggio. Obiettivi, questi, raggiungibili principalmente con l’adozione di sistemi di raccolta di rifiuti come la raccolta domiciliare».
Tale proposta di delibera è nell’ordine del giorno della seduta di lunedì prossimo, in cui sarà discussa come ordine del giorno. Il coordinamento cittadino, proprio ieri, in una nota, ha invocato, «in considerazione dell’estrema importanza che l’oggetto in questione riveste per la salubrità dell’ambiente e per la salute dei cittadini, che la delibera sia approvata in tutta la sua interezza, senza cioè che siano apposti emendamenti, modifiche o tagli. La legge si presenta molto articolata e complessa – spiega ancora , per cui ogni articolo risulta collegato agli altri. Ciò comporta che anche una piccola modifica ne stravolgerebbe e snaturerebbe il senso. Per queste ragioni – è la richiesta -, riteniamo di dover respingere un’approvazione della proposta condizionata o emendata, tanto da preferire a quest’ultima ipotesi che non sia affatto approvata, con le conseguenze che però scaturirebbero in termini di responsabilità politica dei consiglieri che abbiano condotto a tale risultato».
Invece, a quanto s’è informalmente appreso, la delibera andrebbe verso il ritiro, almeno in questa seduta, con l’impegno a riportarla nella prima utile fra le successive. Il motivo sarebbe legato alla presunta assenza di paternità del provvedimento, che non avrebbe un assessore proponente e, quindi, farebbe fatica ad essere politicamente condiviso.
Ma la politica ci ha abituato a tutto ed il contrario di tutto, e non è detto che, fino a lunedì, le carte in tavola non cambino di nuovo. «Siamo fiduciosi, tuttavia – conferma il comitato -, che l’argomento in questione, quello dell’inquinamento ambientale e della conseguente tutela della salute, non possa non stare a cuore di tutti, indipendentemente dall’appartenenza politica e partitica. E ciò ci induce a ritenere che l’interesse collettivo sarà adeguatamente e unanimemente tutelato».
