Goletta Verde lascia oggi la Puglia e farà conoscere lo stato della balneabilità delle acque della nostra regione dopo tre giorni di permanenza. E dopo, in particolar modo, un convegno tenutosi ieri sera nella Sala rossa del Castello svevo di Barletta dal quale ci si sarebbe aspettati prese di posizione più precise, soprattutto con riferimento al perché i cittadini, oggi, continuino a denunciare fenomeni di schiuma il mare ed altre manifestazioni poco rassicuranti ricevendo, in cambio risposte vaghe.
Da questo punto di vista, la serata è sembrata improduttiva, tanto è vero che presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani, ha concluso i lavori del convegno limitandosi ad auspicare «che il 2014 sia effettivamente diverso da un 2013 troppo uguale al 2012. Sarebbe il momento in cui tutti facciano un passo indietro ha detto per farne tre in avanti – ha poi aggiunto -. Ci sono ancora troppi balletti di responsabilità».
Ieri si è parlato tantissimo di depurazione e della situazione critica in cui versano molti dei 187 impianti in Puglia, ma non si è quasi minimamente toccato l'aspetto degli scarichi abusivi che nulla hanno a che fare con la depurazione e dei quali nulla si sa con riferimento alle provenienze.
Lo ha detto il sindaco di Barletta, Pasquale Cascella, aprendo la serata, lo ha riaffermato a chiare lettere, con un intervento dei toni forti e provocatori, il sindaco di Molfetta, Paola Natalicchio, che ha affermato che si costituirà parte civile contro se stessa giacché, dopo soli venti giorni da quando è sindaco, si trova oggetto di un'inchiesta penale per disastro ambientale legata a situazioni pregresse che hanno a che fare con il depuratore di quella città, e non solo».
Si lamentano i gestori degli stabilimenti balneari (Antonio Capacchione), anche loro pronti alla costituzione parte civile, si lamentano i rappresentanti dei locali della movida (Nicola Pertuso), per i quali «è criminale diffondere dati che allontanano i turisti dalla Puglia» (anche se sono reali?), si lamenta persino la stessa Arpa, che afferma (ingegner Perrino, dottoressa Di Mattia) di avere «pochi uomini e mezzi per fare le cose che, tra l'altro, ci vengono di volta in volta chieste dagli enti pubblici. Noi siamo a disposizione di tutti - hanno spiegato i responsabili dell’Agenzia regionale dell'ambiente -, e facciamo tutti i controlli che vengono disposti, oltre quelli calendarizzati». Anche da loro, però, nessuna risposta sul perché i report sulla balneazione siano fermi a maggio 2013 e su quella schiuma di cui, almeno fino a ieri, neanche Legambiente ha parlato. Vedremo e, eventualmente, sapremo oggi.
