«Determinano un problema estetico, ma anche lavorativo». I chioschi stagionali di somministrazione di alimenti e bevande, installati lungo il litorale cittadino, stanno destando inattese polemiche dopo la loro apparizione. Prima, per la verità, non si ricordano particolari problemi dall'emanazione fino all'aggiudicazione del bando. Tuttavia, una volta che le strutture sono state posizionate nei luoghi in cui erano previste e sono entrate in esercizio, qualcosa è cambiato.
In particolare, spicca la presa di posizione del consigliere comunale del Pdl, Raimondo Lima, che annuncia una richiesta di chiarimenti all’Ufficio Suap del Comune «per ottenere delucidazioni circa l'installazione del chiosco mobile a pochi metri dall'ingresso del solarium di uno stabilimento balneare. Sono d'accordo con l'atto di indirizzo per l'apertura dei chioschi – precisa Lima -, ma la superficialità con la quale si è stabilito l'allocazione degli stessi, come in questo caso, non mi trova d'accordo perché, oltre a danneggiare l'estetica del lungomare, arreca danno a chi, con tanti sforzi, cerca di lavorare. Anziché risolvere sempre e solo in maniera provvisoria – è la proposta di Lima -, si cerchi di istituire un piano commerciale per le aree pubbliche, di cui al momento il comune è sprovvisto. Scriverò in merito – anticipa e conclude – al sindaco Riserbato ed all'assessore Di Marzio.
Per la cronaca, le postazioni occupate da chioschi estivi sono sette, mentre i permessi rilasciati sono in cinque casi di tre mesi, in due di trenta giorni. Il sito più ambito è stato proprio quello, nei pressi della “Grotta azzurra”, su cui si è concentrata l’attenzione di Lima: ben sei candidature. L’altra localizzazione più richiesta è stata quella nei pressi del lido Anni abbastanza. Più fluida la situazione per quanto riguarda le altre.
