Alcuni gestori dei pubblici esercizi di bar e rivendita valori bollati e tabacchi presenti all’interno delle sezioni distaccate dei Tribunali e degli Uffici dei Giudici di Pace di Barletta, Trinitapoli, Cerignola, Manfredonia, ecc. hanno lamentato, presso i nostri uffici, incertezze sul prosieguo futuro delle proprie attività a seguito della entrata in vigore dei provvedimenti normativi relativi accorpamento degli uffici giudiziari distaccati e degli Uffici dei Giudici di Pace:
Sembrerebbe che, dal prossimo 12 Settembre 2013, tali soggetti sarebbero costretti a chiudere la propria attività, perdendo la loro unica fonte di reddito, oltre al mancato ritorno degli investimenti effettuati per l’apertura dei suddetti esercizi.
In effetti, ufficialmente, nessuna comunicazione formale è pervenuta loro per cui, senza alcuna certezza per il futuro, risulta impossibile organizzare la propria attività imprenditoriale.
Si ricordi che gli immobili presso cui vengono esercitate suddette attività sono di proprietà dei Comuni e concessi con regolari contratti di locazione commerciale, alcuni dei quali anche rinnovati da poco tempo.
Orbene, considerato che i servizi offerti dai precitati esercizi, oltre alla somministrazione di alimenti e bevande, prevedono anche la vendita di valori bollati, contributi unificati, stampa fotocopie, generi di monopolio e tabacchi, servizi vari, ecc, coprendo la domanda dei cittadini utenti, avvocati ed addetti vari degli uffici giudiziari, attualmente distaccati, mal si comprende perché tali attività debbano essere soppresse. Infatti, se gli addetti ed il lavoro svolto presso tali sedi andrà riaccorpato nelle sedi centrali, sarebbe logico, oltrechè giusto, prevedere la loro riallocazione e sistemazione presso le sedi dei tribunali o degli Uffici dei Giudici di Pace ove andranno ridistribuiti gli uffici giudiziari.
Ci risulta che provvedimenti del genere colpiranno una moltitudine di gestori (circa 500 in Italia) ed addetti (ca. n. 2 per ognuno) che, d’un colpo, oltre a perdere la propria fonte di sussistenza, metterebbero in ambasce famiglie intere che già avevano dovuto sopportare enormi sacrifici economici di investimento per le aperture delle attività in questione. Come ben si conosce, inoltre, la situazione del comparto commercio, in generale, dei pubblici esercizi in particolare, è particolarmente critica. Basti pensare che nei primi tre mesi dell’ anno si è stimata, in Italia, la chiusura di circa 6.000 imprese di settore. Ciò renderebbe particolarmente difficoltoso ricollocarsi nell’attuale mercato.
Conseguentemente, chiediamo di intervenire per scongiurare le paventate chiusure di detti esercizi e, ove possibile, almeno con i riferimenti istituzionali locali, avere un confronto diretto e cercare di trovare soluzioni mirate per evitare l’ennesimo dramma della disoccupazione che si appresta a colpire alcune famiglie del nostro territorio.
Il direttore Confesercenti prov.le Barletta Andria Trani (dott. Raffaele Landriscina)
I gestori Pubblici Esercizi e Rivendite generi di Monopolio Tribunali
