I carabinieri della compagnia Trani hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere ed, agli arresti domiciliari emessi dal Gip del Tribunale di Trani, Luca Buonvino, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di tredici soggetti accusati a vario titolo di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina a Bisceglie e comuni limitrofi con ramificazioni a Milano e sud barese.
Le indagini, partite a febbraio 2011, hanno condotto, in particolare, all’arresto di Giovanni Cassanelli ed altri sette personaggi di spicco del panorama malavitoso di Bisceglie, ma anche di Putignano e Monopoli.
L’attività inquirente, coordinata dal pubblico ministero Antonio Savasta e condotta dai militari dell’Arma, diretti dal capitano Luca Golino, è tuttora in corso per la disarticolazione completa della complessa attività di spaccio di cocaina, che si era ormai ben consolidata sul territorio di Bisceglie.
Qui, in particolare, era promossa in particolare da Arturo Cavallaro, titolare di un’officina meccanica, situata nel cuore della città, ed usata come quartier generale per lo smistamento dello stupefacente.
Le indagini hanno permesso anche di evidenziare un rapporto di affari con Giuseppe Dentice, personaggio di spicco della criminalità organizzata di Putignano e del sud barese, nonché con altri elementi della malavita di Andria, Cerignola e Monopoli.
Oltre a questi ultimi, il gruppo forniva di droga personaggi che gravitavano del quadro della microcriminalità di Bisceglie che, in maniera autonoma, gestivano una fiorente attività di vendita al dettaglio: tra questi, Pietro Salerno, Pietro dell'Olio, Domenico Ferrucci e Pantaleo Logoluso.
Nel corso delle indagini i carabinieri hanno decifrato il linguaggio convenzionale utilizzato per coprire l’attività illecita: «lastre», «macchina», «documenti», «trapani», «prolunghe» erano termini gergali che avrebbero dovuto eludere le attenzioni sui movimenti illeciti.
