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Vaccini e autismo, interviene la Comilva Puglia: «I pediatri non dovrebbero sottovalutare le posizioni emerse nel convegno di Trani»

In risposta al comunicato stampa inviato dai pediatri tranesi riguardo alla conferenza tenutasi l'11 gennaio dal titolo “Vaccini Autismo”, il Comilva Puglia precisa:

1) Il dott. Montinari non è certamente un pediatra di base, ma basta leggere il suo curriculum (aggiornato al 2004) per capire le sue competenze anche, e soprattutto, in ambito pediatrico: https://groups.google.com/forum/#!topic/it.salute/F5dfqgMjWkc%5B1-25-false%5D.

2) Il dott. Montinari vede in una settimana tanti bambini autistici, che i pediatri sopraelencati –  tutti insieme – non vedranno in tutta la loro vita professionale.

3) È un gran peccato che i pediatri non abbiano ascoltato affatto la relazione del dott. Montinari (difatti, alcuni firmatari non c'erano). Se avessero ascoltato e se ascoltassero con umiltà la versione integrale registrata (invitiamo tutti a farlo), saprebbero che né il dott. Montinari e tanto meno il dott. Ruggiero hanno mai parlato di non vaccinare, ma bensì di approfondire la ricerca e di valutare tempi e modi della vaccinazione.

4) Riguardo alle evidenze scientifiche sui danni da vaccino e reazioni ad esso avverse, le pubblicazioni scientifiche sono centinaia e quindi invitiamo i pediatri a studiare e non a riportare il "sentito dire".

5) Se i pediatri avessero ascoltato il dott. Montinari avrebbero appreso delle ricerche scientifiche che lui sta portando avanti con una équipe americana circa l'infiammazione celebrale provocata dalla intossicazione da vaccini.

6) Circa la posizione assunta dal dott. Ruggiero, siamo certi che non farà attendere una risposta pertinente. Lui ha sostenuto l'importanza di adempiere alle Legge (che conosce bene) che prevede l'obbligatorietà vaccinale solo per alcune vaccinazioni, mentre quelle facoltative diventano spesso la causa delle reazioni avverse gravi (autismo e non solo) perché semplicemente rappresentano "la goccia che fa traboccare il vaso", dopo almeno le 21 vaccinazioni precedenti inoculate ai nostri bambini.

7) Nessun relatore ha attaccato in alcun modo i pediatri; è vero, invece, che c'è stata una reazione del pubblico e di alcuni genitori a seguito dell'intervento dei pediatri, che si sono limitati a negare l'evidenza dei fatti e le osservazioni dei genitori presenti, così come le conseguenze prodotte dai vaccini subite dai loro figli (valgono più di migliaia di ricerche scientifiche).

8) Chi era presente sa che ai medici pediatri è stato dato tutto lo spazio che è stato richiesto.

9) Riguardo all'ambiente ostile, la platea era composta in stragrande maggioranza da genitori di bambini autistici, alcuni con sentenze passate in giudicato, che dimostrano la relazione tra autismo e vaccini, e che vivono sulla loro pelle il danno che questa pratica, per come viene eseguita, provoca.

10) Sappiamo che la lotta è impari: da un lato c'è la lobby dell'industria del vaccino che difende i suoi mega interessi economici, e dall'altra noi genitori che difendiamo a mani nude i nostri figli e senza altri interessi di sorta.

11) Non vogliamo assolutamente che a nessuno dei nostri pediatri possa essere decurtato lo stipendio per non aver raggiunto la percentuale dei loro pazienti vaccinati come è successo a un loro collega in Emilia: http://autismoevaccini.files.wordpress.com/2013/08/la-voce-rimini.pdf 12.

Ci saremmo aspettati che i pediatri di fronte a un ricercatore di fama mondiale e ai racconti di tante mamme presenti si fossero fatti sorgere un dubbio che li avrebbe portati per lo meno a cercare le numerosissime reazioni avverse che tutti i loro piccoli pazienti manifestano dopo il vaccino a partire dalla bronchiolite sino all'autismo.

Invitiamo tutti genitori a informarsi per poter fare una scelta consapevole, possono consultare le migliaia di pagine presenti in rete o venire domenica 2 febbraio al centro Jobel a Trani alle ore 17,00.

Ricordiamo, inoltre, che chiunque voglia non vaccinare anche per le obbligatorie può firmare il dissenso informato e che, come la legge prevede, non è necessario essere vaccinati per iscriversi a scuola e che nessuna scuola può chiedere il certificato vaccinale. 

Massimo Valente (Comilva Puglia)

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