«Diciannove e settantadue», volutamente scritto in lettere. Perché il record del mondo, e tuttora europeo, dei 200 metri non è un tempo: è un mito diventato leggenda e poesia. È qualcosa che, soprattutto, sembra sfidare le leggi dell'attuale atletica leggera.
Ma «diciannove e settantadue» è senza troppi giri di parole, Pietro Mennea, un atleta senza tempo che Barletta ha assurto a modello per sempre, ma che tutto lo sport, e non solo, potrà considerare come un riferimento imprescindibile di valori e sacrifici.
«Soffri, ma sogni. Le disfide di Pietro Mennea da Barletta» è il titolo del libro di Pietro Savella, edito da Stilo, che si presenterà a Trani oggni, venerdì 2 maggio, presso la Biblioteca di Babele, in piazza Longobardi.
«Diciannove e settantadue» è il titolo del primo capitolo dell'opera, e racconta i giorni del record del mondo alle Universiadi di Città del Messico, nell'ormai lontano 1979, un tempo che è rimasto imbattuto per 17 anni e, il prossimo 12 settembre, farà segnare i 35 anni di longevità come primato continentale e, ovviamente, italiano.
Pietro Mennea, la “freccia del sud” al quale sono state intitolate strade e piazze, verrà ricordato durante una serata piacevole alla presenza di un pubblico affezionato e curioso di scoprire nuove sfumature di dimostrazione di stima ed affetto nei confronti di un indiscusso fenomeno.
Per l’occasione, l’autore dialogherà con il nostro direttore responsabile, Nico Aurora. L’ingresso è gratuito.
