«La darsena perde barche? Il vero problema è che non si riesce neanche a sostituirle: sono in tanti che vorrebbero un posto lungo quei pontili, ma quei posti restano vuoti perché non esiste ancora un criterio per assegnarli».
A parlare è il capogruppo del Partito democratico, Mimmo De Laurentis, che riprende ed amplifica, sotto altra luce, la polemica sullo scalo marittimo di Trani, al centro di polemiche per gli aumenti disposti dalla giunta e la conseguente decisione di alcuni diportisti di ormeggiare altrove, anche a causa della presunta carenza dei servizi.
«Siamo in presenza di una gestione alquanto approssimativa – accusa De Laurentis -, perché, se oggi se un cittadino volesse portare la sua barca in darsena, non può farlo: ci sono posti liberi, ma non disponibili perché non esistono né una graduatoria, né un registro. Adesso si parla di un bando, ma non se ne vede neanche l’ombra».
L’Amet, a sua volta, garantisce il servizio ai diportisti in base ad un contratto scaduto da tempo, non ancora rinnovato e di volta in volta prorogato. «Ma se le barche non arrivano – riprende il consigliere -, diminuiscono le entrate anche per l’Amet e, così, si spiegano le passività ed ulteriori carenze dei servizi che i diportisti denunciano. Quest’anno, per esempio, non s’è attrezzato il pontile stagionale e non tutti i lavoratori sono in servizio».
In altre parole, una situazione di precarietà che, per De Laurentis, è inaccettabile: «La verità è che la darsena, fino ad oggi, è stata gestita in maniera patronale, con tanta faciloneria e poca trasparenza».
