Prima di entrare nel vivo dell’ordine del giorno, è arrivata un’altra pregiudiziale, del consigliere Santorsola, per il rinvio della seduta a causa della perdurante incertezza sul parere del Collegio dei revisori dei conti. In mattinata, infatti, è giunta una nota, a firma degli altri due revisori, con la quale smentiscono le censure del presidente e chiariscono, dal loro punto di vista, che la seduta può regolarmente effettuarsi.
Di questo avviso, per la maggioranza, è Riccardo Gagliardi, per un rinvio spingono anche Corrado e De Laurentis: «Per la prima volta – ha detto quest’ultimo – si mette in discussione la validità del parere stesso e, se così fosse, nessuno se la sentirebbe di votare e si farebbe un danno alla città».
La maggioranza, tuttavia, confortata dalle dichiarazioni rese in aula dal segretario generale, ha respinto anche questa pregiudiziale. Secondo Susca, «un parere dei revisori è giuridicamente valido anche con due sole presenze, a patto che, come si evince dagli atti, la seduta sia stata convocata dal presidente».
Una seconda parte della pregiudiziale di Santorsola verteva sulla richiesta di un consiglio comunale monotematico che affronti più compiutamente la questione del cattivo funzionamento del collegio, ed in questo caso è stata accolta con 25 voti favorevoli.
Da una pregiudiziale all’altra, il consigliere Santorsola ha chiamato in causa le presunte cause di incompatibilità di consiglieri comunali che, rappresentanti di associazioni, potrebbero percepire contributi dal Comune e ritrovarsi in una eventuale situazione di conflitto d’interessi. Ne sono nati momenti di tensione perché il consigliere Forni s’è sentito chiamato in causa, soprattutto dal consigliere Tommaso Laurora, per la nota vicenda del «Matrimonio di Re Manfredi»: battibecchi fuori microfono con un’accusa in particolare di Forni: «Questo è stalking». Alla fine, anche sulla base degli articoli di regolamento letti in aula del segretario generale, s’è convenuto che la pregiudiziale era irricevibile: i consiglieri che si sentano incompatibili, lo dichiareranno spontaneamente allontanandosi dall’aula ove mai si ritengano incompatibili.
