La Tassa comunale dei servizi indivisibili, conosciuta come Tasi, che copre i costi dell’illuminazione pubblica e manutenzione delle strade, e, insieme con Imu e Tari, forma l'Imposta unica comunale (Iuc), debutta nel Comune di Trani con l'aliquota massima applicabile, quella del 2,5 per mille.
E tale è rimasta nonostante gli emendamenti proposti dalla minoranza e, segnatamente, dal consigliere del Nuovo centrodestra, Giuseppe Corrado, che aveva di ridurre di un punto la stessa aliquota, portandola all’1,5per mille: una maggioranza sempre più blindata, nonostante i soli diciassette voti, ha respinto la proposta lasciando tutto com’è nella delibera di partenza.
Corrado non ha mancato di lamentare la mancata approvazione dell'emendamento: «infatti, in questo modo - fa sapere l’ex consigliere di maggioranza - avremmo fatto risparmiare circa 800mila euro ai tranesi. Si sarebbe potuta fare qualche festa in meno e fare respirare i cittadini, ma la maggioranza lo ha bloccato».
Sulla stessa lunghezza d'onda il capogruppo del Partito democratico, Mimmo De Laurentiis, e quello dei Verdi, Francesco Laurora: «Contrariamente a quanto professano a livello nazionale, a Trani quelli di Forza Italia e soggetti vicini diventano il partito delle tasse e dei balzelli. E questo soltanto per ottenere il massimo numero possibile di entrate con le quali giustificare spese che si potrebbero sicuramente evitare».
Fra le presunte conseguenze dell’irremovibilità della maggioranza, secondo quanto riferito da De Laurentiis, ci sarebbero anche maggiori esborsi per i conduttori di abitazioni in fitto, oltre i canoni che devono pagare.
Il provvedimento è stato approvato con 17 voti favorevoli e 10 contrari.
