Una previsione di entrate di 7 milioni e 300mila euro contro i poco più di 6 milioni dell’anno precedente. Con questo incremento è passato il Piano economico finanziario relativo al servizio di gestione dei rifiuti urbani per l'anno 2014. Il consiglio comunale ha riservato al provvedimento i soliti 17 voti a favore, insieme con 6 contrari.
Il provvedimento è stato molto criticato dalla minoranza, perché ipotizza degli impegni di spesa sulla base di un contratto di servizio che ancora, ufficialmente, non c'è. E, soprattutto, una serie di costi che il Comune s'impegna sostenere fra molte incertezze, anche e soprattutto relative agli effettivi incassi di Amiu, che a sua volta sembra si mantenga in qualche modo in attivo solo grazie ai rifiuti provenienti dagli altri comuni.
In ogni caso, il dirigente della ripartizione competente, Michele Stasi, ha provato a chiarire ai consiglieri comunali della minoranza alcuni degli aspetti maggiormente criticati compresi quelli delle future assunzioni: si era parlato di oltre cinquanta persone, da chiamare attraverso le agenzie interinali di somministrazione di lavoro a tempo determinato.
Stasi, invece, ha ridimensionato i termini di questa previsione e risposto ad altre richieste di chiarimenti provenute, in particolare, da De Laurentis, Francesco Laurora, Corrado e, dalla maggioranza, Scagliarini: «Per quanto riguarda i costi di ammortamento degli automezzi dati in comodato all’Amiu, non possono rientrare nel piano economico finanziario. Quanto al numero di persone da assumere attraverso agenzia interinale, il Pef indica precisamente gli scaglioni: a partire dal 1mo gennaio sono 33, e comprendono le 20 previste dal 1mo settembre. Per quello che concerne i tempi di attivazione dell’ulteriore allargamento della raccolta differenziata, nel momento in cui sottoscriveremo il contratto con l’Amiu, sarà poi l’azienda a definirli».
I chiarimenti del dirigente e la replica dell’assessore all’ambiente, Giuseppe de Simone, non hanno scalfito gli assalti di una minoranza che, peraltro, non avendo numeri adeguati, alla fine ha dovuto anche in questo caso adattarsi alla legge del numero 17, con la quale la compagine di governo sta procedendo a ritmo spedito verso la chiusura dell'intero ordine del giorno.
