Le cessioni di ramo d'azienda sono state al centro della discussione del piano delle alienazioni immobiliari, un altro degli argomenti propedeutici all'approvazione del bilancio di previsione annuale e pluriennale 2014.
In particolare, si sono chiesti lumi in merito alle situazioni del locale danzante di piazza Marinai d'Italia ed al locale di ristorazione e danzante al di sotto del camminamento del fortino della villa comunale. Entrambi hanno fatto registrare il passaggio della gestione da un soggetto ad un altro attraverso cessione di ramo d'azienda e prolungamento di contratto utile a recuperar ei crediti pregressi, senza avere indetto gare pubbliche: forti censure, per questi motivi, sono arrivate dai “soliti” De Laurentis e Corrado.
Tra gli altri mobili al centro delle critiche della minoranza, il locale di via Don Nicola Ragno, un tempo adibito ad ufficio postale e da tempo ormai non più in uso. Inoltre, il terreno adiacente Villa Guastamacchia, sul quale è intervenuta una sentenza favorevole al Comune di Trani senza che il piano ne tenga conto, nonché la situazione, ancora poco chiara, sia del fondaco dei Longobardi sia dell'ex convento Agostiniani.
De Laurentis, infine, ha chiesto la linea dura: «Disdette immediate a tutti i morosi, nessuno escluso, e senza più disparità di trattamento».
Respinto, come da copione, un emendamento collettivo presentato per prevedere servizi ed alloggi di edilizia residenziale pubblica nel complesso dei capannoni Ruggia, contestualmente alle future edificazioni previste dal Pug.
Il provvedimento, invece, è stato approvato con 16 voti favorevoli e 7 contrari.
