Quattro sequestri e tre arresti di imprenditori edili. È questo il clamoroso risultato di un'operazione della Procura di Trani e della Guardia di finanza portata a termine a Barletta. Gli indagati sono quattro, ma uno ha patteggiato e la misura cautelare è scattata per tre. Avevano sottratto a tassazione oltre 10 milioni e, per il momento, con i sequestri operati, fra conti correnti e beni mobili ed immobili, se ne sono recuperati tre. I controlli, in ogni caso hanno riguardato ben nove imprese edili.
I fatti constatati riguardano una reiterata e sistematica frode al Fisco, che ha consentito alle imprese edili ispezionate di sottrarre a tassazione, tra il 2007 ed il 2011, oltre 10 milioni di ricavi e di evadere imposte ai fini IRES – IVA ed Irap per circa €. 3.000.000,00, derivanti dalla cessione di 184 appartamenti “nuovi” evadendo circa il 40% del prezzo di vendita: - differenze corrisposte per contante agli imprenditori o a persone di fiducia a loro vicine attraverso una “metodica” sottostima del prezzo indicato nei rogiti notarili, aventi come unica finalità quella di “nascondere” al Fisco gli ingenti profitti assicurati dal mercato del “mattone”.
Rilevanti gli effetti distorsivi sul mercato della compravendita immobiliare in danno, soprattutto, dei contribuenti economicamente più deboli, non in grado di procacciarsi una tale quantità di denaro contante da corrispondere agli imprenditori.
Sono in corso sequestri preventivi patrimoniali – nella forma “dell’equivalente” – in Barletta, riguardanti appartamenti e locali commerciali di proprietà degli indagati nonché disponibilità finanziarie, costituite da conti correnti, libretti di deposito, titoli e investimenti di natura finanziaria giacenti presso vari Istituti di credito. Il patrimonio degli imprenditori, colpito dalle misure ablative reali, ammonta a circa 3 milioni di euro, pari alle imposte complessivamente evase al fisco.
I reati contestati vanno dalla frode fiscale continuata (art. 3 D. Lgs. 74/2000) al favoreggiamento personale (art. 378 c.p.).
