C'è un problema delle parentele, vecchio e nuovo. C'è anche quello di una doppia presenza in altrettanti collegi sindacali, motivo per il quale potrebbe darsi che l'interessato rinunci ad uno dei due. Ma per il dottor Alfonso Maria Mangione, che potrebbe rimettere la carica di componente fra i revisori dei conti nella Stp, in quanto nominato l'altro giorno all'interno del collegio sindacale dell’Amiu, il vero problema si chiama «Estati tranesi 2005 e 2006».
Mangione, infatti, che all’epoca dei fatti era presidente ed amministratore delegato di Amet, risulta fra i condannati in primo grado, per il reato di abuso d'ufficio, in quel processo: ha subito una condanna, pena sospesa, a dieci mesi, unitamente ad altri ex amministratori comunali. La sentenza risale al 20 dicembre 2013 ed è stata appellata da tutti gli interessati, a cominciare dal sindaco uscente, Giuseppe Tarantini.
Ci si chiede, pertanto, se la sua nomina nel collegio sindacale dell'altra ex municipalizzata da parte del sindaco in carica, Gigi Riserbato, in qualità di rappresentante del socio unico della stessa, sia stata politicamente opportuna: «Preferisco non rispondere nel merito - fa sapere il primo cittadino -, ma mi limito a fare osservare che il dottor Mangione non è stato oggetto di alcun provvedimento di cautela da parte del suo Ordine professionale. Inoltre, lo stesso era stato recentemente confermato nel collegio sindacale della Stp e la sua condanna è soltanto il primo grado. Non è un caso che altri imputati in quel processo, al momento condannati, lavorino in pubblici uffici senz’alcun problema. Al limite, potrebbe essere il dottor Mangione a porsi un problema di eventuale incompatibilità, ma non certo il sindaco pro tempore. E le qualità del professionista non sono in benché minima discussione».
