La seconda sconfitta consecutiva della Fratelli Lotti Juve Trani non passa inosservata, ma, per l'allenatore Marco Verile, è meno dannosa di quello che potrebbe sembrare: «Certo, spiace perdere per la seconda volta di seguito – ammette il coach -, ma è uno stop che non compromette nulla. Ci basterà continuare a vincere le partite in casa e, soprattutto, le ultime tre contro Pozzuoli, Scafati e Sarno».
È anche vero che, dal punto di vista tecnico, dopo il meno 34 di Benevento, ci si sarebbe aspettati un'inversione di tendenza nella gara contro l'Agropoli non soltanto nel risultato, ma anche, e soprattutto, nella prestazione. Invece, invece i 40 punti subiti nel primo tempo hanno denotato persistenti e preoccupanti carenze difensive: «Purtroppo abbiamo avuto un pessimo approccio difensivo alla gara - conferma Verile -, ma il vero problema è che ci è mancata la lucidità in attacco, con percentuali troppo più basse del solito. Poi siamo stati bravi a reagire, abbiamo fatto il miglior terzo quarto di tutto il campionato, ma l'orgoglio non è bastato e ci è mancato lo spunto finale».
Fra gli interrogativi, i 38 minuti di Corvino, forse eccessivamente spremuto, ma Verile difende la scelta: «Il problema non è Corvino, ma il ritmo che è mancato è tutta la squadra, che ha giocato non in linea con le sue possibilità».
Ed ancora, i rimbalzi, che hanno visto Agropoli nettamente prevalere, «ma loro sono partiti con tre lunghi e hanno più centimetri di noi sotto canestro, dove, peraltro, abbiamo pagato un gioco troppo spigoloso che gli arbitri hanno tollerato».
