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Cosa ne sarà di Trani? Lettera di Spallucci: «Il cambiamento passa attraverso un'organizzazione a movente ideale»

Riceviamo e pubblichiamo

«Nella città di Trani il coraggio di pensare al cambiamento passa attraverso la generazione di una OMI. Cos'è? L'Organizzazione a Movente Ideale. Se i desideri e le passioni dei suoi membri vengono orientate ed organizzate al fine di far vivere e fruttificare perché i semi, i valori possano fruttificare e diventare frutteto, bosco, foresta. E' necessario che i suoi membri fondatori siano intellettualmente onesti, creativi, fortemente motivati.

E' fondamentale che ci siano uomini e donne consapevoli di essere "minoranza creativa" capace di ricostruire il bene comune cittadino. La storia, anche cittadina, insegna che il gruppo fondatore debba essere capace di essere una leadership illuminata capace di aprire la strada per realizzare azioni fedeli al sogno di un città migliore. Però questo gruppo deve essere capace capace di trovare nel terreno meticcio fatto di rischio, fiducia e saggezza di amministrazione, una alchimia sempre imprevedibile nei suoi esiti. La OMI tranese piò attrarre persone eccellenti, portatori di talenti e di carismi.

Tutte persone creative del "bene comune" in grado di svilupparsi nella loro diversità.
Nella fase di nascita di questa nuova cellula cittadina la OMI è capace di sviluppare forme alte di creatività quasi come quella assomigliante agli "artisti". Una creatività esplosiva e dirompente.

Affinché questa organizzazione si possa realizzare c'è un bisogno essenziale di persone concrete, operative, capaci, attuatori di energie creative. Per incanalare quest'acqua nuova della nuova sorgente. La prima o unica virtù richiesta ai membri dell'OMI durante la prima fase è la fedeltà assoluta all'ispirazione originaria, inziale. Ogni azione conseguente è al servizio incondizionata di questa fedeltà.

Durante questa prima fase i fondatori devono essere capaci di orientare la creatività dei membri migliori verso funzioni di responsabilità interne ed esterne "fedeli". I membri fondatori saranno tutti chiamati a generare creatività libera che da ogni parte viene scoraggiata. Il tutto anche per attrarre nuove persone creative che sono essenziali per sperare in una nuova primavera. La nuova realtà richiede nuove risposte. Ma prima di tutto richiede uno spirito aperto che realizzi un discernimento costruttivo, che non si aggrappi a vecchie certezze e trovi invece il coraggio di intravedere altri modi per plasmare i valori, che non dia le spalle alle sfide del tempo presente in città. La nascita della OMI tranese è un'autentica risposta per svincolarsi dall'esistente negativo che ci circonda. Per fare della nostra città una NUOVA comunità che abbia un cuore aperto ai bisogni dei cittadini. Questa proposta lanciata alla città più una risposta a un'esperienza e non ad un'idea. L'esperienza etica di percepire i bisogni per dare delle risposte. La sfida di questo nuovo oggetto - OMI TRANI - è proprio quella di trovare un modo per contrastare ad un livello superiore l'attuale situazione di degrado : la prospettiva comune che permette di cerare uno spazio che sia al tempo stesso accogliente e di crescita.

Questo progetto è politico nel senso più alto del termine in quanto è costruzione della comunità. Il tempo nuovo nasce dalla vita concreta e quotidiana di ciascuno dei componenti, in ogni decisione presa nei confronti delle proprie responsabilità, nel piccolo come nel grande. Una comunità di persone che non si china davanti dalle "bassezze" di ogni natura ed in ogni contesto e che, invece, sappiano stare dalla parte delle "altezze" valoriali. Perché è da tempo che molti si stanno chinando - a qualunque prezzo - davanti al vincitore. La nuova OMI inizierà la sua attività con un dono meraviglioso. Comunicare idee e sentimenti per avviare il cambiamento. Siamo in un momento cruciale per nostra città. E per questo pieno di speranza. E la speranza è lontana tanto dal semplicismo quanto dalla vigliaccheria. perché pretende che diamo il meglio di noi stessi nell'impegno di costruire ciò che abbiamo di più grande nella nostra città. IL BENE COMUNE. Se cominciamo fin da subito a dare il giusto valore a questa proposta la storia della nostra città può essere un'altra. Questo articolo rappresenta una scelta, un'azione quale figli di un passato e generatori di un futuro».

Mauro Spallucci 
Vice Presidente diocesano UCID - Unione Cristiani Imprenditori Dirigenti


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