Appalti prorogati ma con la metà dei fondi, sarebbe per questo il motivo che ha spinto alcuni lavoratori e lavoratrici a fare un sit-in ad oltranza. Sono i lavoratori e le lavoratrici delle cooperative “Re Manfredi” ed “Eurocoop” alle quali negli ultimi anni sono stati affidati in proroga i servizi relativi a verde pubblico, pulizia e sanificazione dei bagni pubblici, pulizia uffici comunali, pulizia uffici giudiziari, pulizia viali cimiteriali, pulizia Villa Bini ed altri. Sugli affidamenti vi sarebbero tutt'ora indagini in corso in quanto negli scorsi mesi la Digos di Bari avrebbe prelevato carte dagli uffici comunali.
«Il Committente, ovvero il Comune di Trani, ha tagliato i fondi, stanziando la metà dei soldi rispetto al passato, per assicurare i pubblici servizi. Un taglio che si ripercuoterà sulle ore lavorate dagli addetti e dunque sui salari» scrivono dall'ufficio stampa della Cgil.
«Parliamo di persone che guadagnano oggi settecento euro al mese, alcuni ottocento e che con questi tagli torneranno a casa con qualche centinaio di euro. Insieme ai dipendenti – spiega Tina Prasti, segretaria Filcams Cgil Bat – non accettiamo il fatto che il Commissario Prefettizio non abbia mantenuto la parola che ci aveva dato al tavolo con i sindacati nel quale avevamo anche affrontato la questione delle cooperative. La Iaculli ci aveva detto che a breve sarebbero state bandite le nuove gare d’appalto per le annualità 2015/2016 con lo stesso impegno di spesa precedente, quindi senza ribassi che in passato si sono tradotti in decurtazioni di ore lavorate per gli addetti. Inoltre, ci aveva garantito la salvaguardia delle tutele occupazionali, salariali e normative per gli addetti che attualmente lavorano per garantire questi servizi pubblici. Ora scopriamo, invece, che sono stati sì rinnovati gli affidamenti ma al 50% dei costi».
«Siamo costretti a segnalare per l’ennesima volta il disagio che vivono questi dipendenti. Alla luce di quanto detto, insieme ai lavoratori coinvolti in questa vicenda, – conclude Tina Prasti – abbiamo deciso di dichiarare lo stato d’agitazione ed un sit-in ad oltranza davanti al Palazzo di Città, non escludendo l’astensione dal lavoro, perché riteniamo di non poter più tollerare un atteggiamento simile da un’Amministrazione Comunale che dovrebbe essere garante delle tutele dei lavoratori e dei servizi ai cittadini».

