Entro la giornata odierna, quanto meno sulla Gazzetta ufficiale, si dovrebbe pubblicare il decreto di scioglimento del consiglio comunale di Trani. In assenza, la città potrebbe non andare al voto la prossima primavera.
Il provvedimento, che ai più continua a sembrare un atto dovuto, meramente burocratico, ancora non è stato emanato, e questa circostanza ha nuovamente alimentato, negli ultimi giorni, la corrente di pensiero di chi ha sempre sostenuto, dal primo istante, che il commissariamento della città di Trani non sarà corto, probabilmente per l’ipotizzata gravità dei fatti giudiziari che hanno determinato la conclusione anticipata del governo Riserbato.
È anche vero, peraltro, che proprio il commissario prefettizio, Maria Rita Iaculli, incontrando la stampa all'indomani del suo insediamento, aveva garantito, ella per prima, che la sua permanenza alla guida pro tempore del Comune di Trani sarebbe stata breve e che, nel giro di pochi giorni, la sua carica, da commissario prefettizio, sarebbe diventata commissario straordinario, contestualmente al decreto di scioglimento del consiglio comunale.
Ed allora, perché questo provvedimento non s’è ancora emanato, ovvero pubblicato? Allo stato, siamo in presenza del decreto di sospensione del consiglio comunale, firmato dal Prefetto della Provincia di Barletta Andria Trani, Clara Minerva, e risalente esattamente ad un mese fa, al 22 gennaio 2015, in conseguenza del consolidamento delle dimissioni del sindaco uscente, Luigi Nicola Riserbato.
Il provvedimento dà atto della comunicazione del segretario generale del Comune di Trani, circa il fatto «che il sindaco aveva rassegnato le dimissioni dalla carica il 30 dicembre e, che le stesse sono divenute irrevocabili, ai termini di legge, in quanto, come comunicato del segretario generale, non sono state revocate entro venti giorni dalla data di presentazione». Pertanto, si è verificata l'ipotesi dissolutoria, prevista dal decreto legislativo numero 267 del 2000, che dispone lo scioglimento dell'organo consiliare come conseguenza delle dimissioni del sindaco, divenute irrevocabili». Per questo motivo, la Prefettura di Barletta Andria Trani aveva provveduto «a formulare la proposta di scioglimento dell'ente».
Inoltre, «ravvisata la critica situazione politica amministrativa del Comune di Trani – scriveva il Prefetto -, che ha visto anche le dimissioni di diversi consiglieri comunali, del vicesindaco e di alcuni assessori, la grave e urgente necessità», diventava necessario «garantire, nelle more della definizione del procedimento di scioglimento del consiglio comunale, il funzionamento degli organi elettivi e dei servizi comunali, nonché lo svolgimento dell'attività amministrativa del Comune di Trani». Per questo motivo, il consiglio comunale è stato sospeso è la dottoressa Iaculli nominata commissario prefettizio, per la provvisoria gestione dell'ente, con i poteri di sindaco, giunta e consiglio.
A questo punto, dunque, quello che manca è il decreto di scioglimento del consiglio comunale. Che dovrebbe, a norma di legge, giungere entro oggi, 24 febbraio. Infatti, entro questa data si potranno definire le questioni in tutti i comuni interessati da nuove elezioni amministrative ed indire, di conseguenza, i comizi elettorali: pertanto, chi è pronto va al voto, chi non lo è dovrà attendere la successiva tornata utile, ipotizzabile nella primavera del 2016.

