Alla Luna di sabbia una nuova serata all’insegna della poesia, Lorenzo Trigiani presenta il suo terzo libro di versi “Oli esausti”, Sigismundus Editrice. A dialogare con l’autore ci sarà Rossella Palmieri, docente di Letteratura Teatrale alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Foggia. L'appuntamento è fissato per oggi, sabato 28 febbraio alle ore 19.
«Oli esausti/ e corpi pesanti/ alla luce fioca/ di cieli guasti/ e lune cadenti/ in bocca/ foglie di menta/ sabbia/ e dischi volanti.» Questi versi compongono la lirica omonima al titolo della raccolta, Oli esausti, terzo libro di poesia dell’autore, Lorenzo Trigiani e, se si vuole, sono versi che sembrano ben esprimere la scrittura dell’autore, fatta di rapidi tratti o segni e immagini precise che – alle volte – assumono la funzione di “spaesanti” correlativi oggettivi. Molte delle composizioni presenti hanno queste caratteristiche, e tutte assieme sembrano offrire al lettore una struttura particolare.
Durante la lettura, l’impressione è difatti quella di trovarsi di fronte un’opera concepita come qualcos’altro, alla maniera di un inventario, ma – dato appunto l’argomento – in modi e toni lirici. Ora, che cos’è o cosa dovrebbe essere un inventario? Stando all’Enciclopedia Treccani, nella sua versione online, dovrebbe significare «elenco, registro per trovare ciò che è in un dato luogo», quindi – anzitutto – un insieme di relazioni attraverso un certo ordine formale. In Oli esausti questo sembra essere dato dal montaggio delle liriche, disposte in una progressiva successione alfabetica, dove sebbene tutte le lettere non siano menzionate, si copre comunque un arco che va dalla A alla V. (…)»
(dalla prefazione di Gianluca Pulsoni)
Lorenzo Trigiani è nato a Manfredonia, sotto il segno dei pesci. Dopo “Verme solitario” e “Solo posti in piedi”, “Oli esausti” è la sua terza raccolta di versi. Vive a Foggia, non distante dalla terra dei Santi, dove c’è il sole anche quando piove. Munito di vecchi e nuovi utensili, lavora da anni nell’orto della creatività e della comunicazione, in bilico fra ortodossia ed eresia, alla perenne ricerca della felicità.
