Un appuntamento prestigioso che la nostra struttura di Oncologia, in collaborazione con gli illustri colleghi di Rozzano, effettua per un concreto passo avanti nella prevenzione ed innalzamento della qualità di vita femminile». Così Ottavio Narracci, direttore generale dell'Asl Bt, aprendo i lavori della quarta edizione della Conferenza adriatica sul carcinoma mammario, in corso di svolgimento a Palazzo San Giorgio e destinata a concludersi nella serata di oggi, venerdì 16 maggio.
L'evento è promosso ed organizzato dall'Unità operativa di Oncologia dell'ospedale di Barletta, diretta da Mario Brandi, in collaborazione con il Dipartimento di Onco-ematologia dell'Istituto clinico Humanitas, di Rozzano, diretto da Armando Santoro.
L'obiettivo della conferenza, realizzata con il sostegno dell'Asl Bt, è proporre un aggiornamento sulle principali novità terapeutiche mediche, chirurgiche e radiorerapiche in materia di carcinoma mammario. Particolare attenzione sarà anche dedicata alla qualità della vita delle pazienti e all'appropriatezza delle terapie oncologiche.
«C'è un mondo nuovo che gira intorno al tumore della mammella ed alla diagnostica allo stesso tempo – osserva Narracci -, ma, soprattutto, nuovi approcci terapeutici grazie ai quali questa diventa la sede ideale per definire scenari attuali e prospettive future. Il nostro territorio registra ogni anno centinaia di nuovi casi, che richiedono attività di screening sempre più mirate per intervenire il prima possibile sulle patologie. Di certo – continua il direttore generale - non ci facciamo trovare spiazzati nella rete della prevenzione, anche grazie all'unità di Breast unit, con la quale abbiamo definito un approccio multidisciplinare con il coinvolgimento di tutte le professionalità e la definizione di percorsi per ogni specifica persona, anche e soprattutto sotto l'aspetto psicologico, oltre che medico. Più prevenzione si compie - conclude Narracci -, minori saranno i costi che l'azienda sosterrà sostenere per la cura del carcinoma mammario, in quanto, limitando le operazioni, soprattutto quello invasive, evitiamo anche che i nostri utenti si rivolgano a strutture fuori territorio».





