«La sicurezza negli ospedali e nelle strutture sanitarie in genere merita certamente maggiore attenzione da parte dell'azienda, ma non possiamo, né dobbiamo militarizzare questi luoghi che sono, innanzi tutto, di cura». Così il direttore generale dell'Asl Bt, Ottavio Narracci, all'indomani del furto avvenuto all'interno dell'ambulatorio di Radiologia dell'ospedale San Nicola Pellegrino.
L’altra sera, ignoti, approfittando della presunta assenza di controlli, hanno rubato monitor e tastiera della densitometria ossea, mentre il computer è rimasto al suo posto. I ladri potrebbero avere rinunciato ad ulteriori sottrazioni perché, probabilmente, non hanno trovato nella loro disponibilità armadietti in cui gli operatori sanitari avrebbero potuto eventualmente lasciare effetti personali e denaro, circostanza che era accaduta nel passato determinando il successo di analoghe azioni compiute all'interno del plesso ospedaliero.
La Polizia indaga sulla base di eventuali immagini registrate dall'impianto di videosorveglianza del San Nicola Pellegrino, mentre nel frattempo si ripropone il problema della sicurezza di cose e persone all'interno della struttura sanitaria. Le aree maggiormente esposte restano quelle del Pronto soccorso, per quanto riguarda la tutela degli operatori, e la farmacia ospedaliera più volte al centro di furti di medicinali costosi.
Infatti, al di là del singolo episodio, il problema della sicurezza nei nosocomi torna ad essere centrale e ci si chiede quanto l'azienda sia in grado, effettivamente, di tutelare operatori, utenti e patrimonio. Narracci fa sapere che «stiamo realizzando interventi sempre più puntuali sui sistemi di videosorveglianza e collegamento diretto ed immediato con le forze dell'ordine. In particolare, precisa massima attenzione sul furto dei farmaci, fra i quali vi sono quelli anti tumorali, particolarmente costosi, al centro di un mercato nero e traffici internazionali sui quali è in atto una robusta attività di intelligence da parte delle forze dell'ordine».
Quanto all'episodio di Trani, in ogni caso, il direttore generale esprime condanna per l'accaduto ed auspica «che in tempi brevi si accertino le responsabilità e si perseguano i responsabili». Resta il fatto che il San Nicola Pellegrino, soprattutto di notte, appare abbastanza alla mercé di chiunque, e talvolta vi sono uffici e laboratori con porte aperte che rappresentano, inevitabilmente, un incentivo alla delinquenza.

