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FOTO. Trani 2015 ed il quartiere sant’Angelo ancora senza risposte: il confronto fra i sei candidati sindaco

Con la nuova amministrazione, il quartiere sant’Angelo avrà le risposte di cui necessita in merito al completamento del contratto di quartiere? Questo l’interrogativo, snodato in più domande, posto dalla comunità parrocchiale di santa Maria delle Grazie, rappresentata dall’associazione Santa Maria del Pozzo, dall’Azione cattolica, dal Gruppo famiglie, da Unitalsi e dal gruppo scout Agesci Trani 2, che ha organizzato un incontro, moderato da Beppe Curci, con i candidati sindaco alle prossime comunali (Amedeo Bottaro, Tonino Florio, Carlo Laurora, Antonella Papagni, Antonio Procacci, Emanuele Tomasicchio), nella bellissima cornice esterna alla chiesa.

Rigide le regole: ogni candidato ha avuto a disposizione tre minuti per dare le proprie risposte, i cittadini non hanno avuto possibilità di applaudire né di porre domande, la cui responsabilità era demandata esclusivamente ai responsabili di ogni associazione. Per questo motivo, durante un intervento di uno dei candidati sindaco, un cittadino si è lamentato: «Avete già parlato, vogliamo noi la parola, questo è il solito film già visto». Ma don Gaetano Lops, il parroco, ha ribadito che non si trattava di un dibattito aperto.

Dopo aver esposto ciascuno i propri programmi, i sei candidati sindaco hanno risposte alle domande sui problemi del quartiere: «Quali sono le vostre proposte per il quartiere sant’Angelo?».

Laurora: «Il contratto di quartiere prevedeva dei servizi che non sono mai stati fatti: la piscina comunale, la chiesa. Nel nostro piano parcheggi e del traffico abbiamo pensato di allargare le corsie perché i mezzi arrivino anche qui».

Procacci: «Alle periferie sono state promesse tante cose, dobbiamo congiungere i residenti del quartiere sfruttando i comitati ed altre aggregazioni».

Papagni: «Siete una bella comunità, che va aperta a tutti, ad esempio ai disabili, creando delle rampe per loro, ma dobbiamo anche aggiungere i dissuasori, le strisce pedonali e la segnaletica».

Tomasicchio: «I problemi sono sentiti da tutti ed evidenti. La situazione va radicalmente cambiata, in particolare in merito alla sicurezza, che deve essere garantita con maggiore illuminazione e presenza di forze dell’ordine».

Bottaro: «Bisogna creare un’area verde ed intervenire preliminarmente su via Polonia. Il mercato va razionalizzato, perché bisogna consentire l’accesso delle ambulanze e per un maggiore ordine».

Florio: «Non penso sia mai venuto qualche politico a dirvi che non si interesserà di voi, quindi queste sono tutte promesse. Troppe cose non sono state fatte, nonostante le promesse».

Ma il problema che maggiormente attanaglia i cittadini è quello relativo al contratto di quartiere. Esso era stato presentato almeno dieci anni fa e prevedeva la costruzione di infrastrutture, valorizzazione di risorse, lotta al degrado, rilancio del territorio. Dopo cinque anni di lavoro, comunque, non è stato attuato o, anzi, lo è stato solo in parte, con la costruzione di civili abitazioni. I servizi proposti in fase di progetto, ovvero piscina, campi sportivi, piazze, parcheggi, chiesa, verde attrezzato e pista ciclabile, non sono ancora andati in porto. Tutti i candidati sindaco sono stati d’accordo: la priorità è il completamento del contratto di quartiere, per il quale la Regione Puglia, tra l’altro, aveva stanziato più di 5 milioni di euro.

Procacci: «Ho parlato con il commissario straordinario e mi ha detto che il completamento non è possibile perché le imprese non hanno versato quello che dovevano; mi sono rivolto anche all’assessore Barbanente, ma mi ha detto che la Regione ha il bilancio bloccato. La magistratura di Trani indaga su tutto, adesso dovrebbe indagare anche su questo».

Papagni: «Il quartiere è fermo da anni perché non sono stati versati gli oneri di urbanizzazione, noi siamo gli unici a non avere paura perché coloro che hanno delle responsabilità sulle costruzioni non ci stanno sponsorizzando».

D’accordo Tomasicchio sulla ricerca delle responsabilità: «qQalcuno ha pagato gli oneri di urbanizzazione, altri no. La responsabilità deve venire fuori».

Bottaro: «Qui abbiamo fatto una replica della zona 167, cioè palazzi e nient’altro, ci sono delle gravi responsabilità, gli oneri aggiuntivi devono essere recuperati».

Florio: «Non è possibile che nessuno abbia risposte sui nostri debiti, dovremmo fare all’interno dell’Ufficio tecnico un ufficio ad hoc».

Conclude Laurora: «Gli espropri ci sono stati e molti proprietari hanno chiesto altri soldi. Ci sono dei lotti del contratto di quartiere non assegnati e quindi finché non si definiscono queste vendite non partiranno le opere. Io penso che, a causa del ritardo delle opere, la Regione non abbia più dato i soldi».

Al di là delle questioni legali, amministrative, burocratiche, sul completamento del contratto di quartiere restano aperte le domande dei cittadini, che attendono delle risposte da chiunque andrà ad amministrare la nostra città, in merito ai servizi assenti o carenti.


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