Dopo la tempesta giudiziaria dei mesi scorsi, ci aspettavamo una campagna elettorale diversa. Tutta concentrata sui contenuti e sui programmi, e con una particolare attenzione alla selezione della classe dirigente della nostra città.
A quanto pare, esclusi pochi candidati sindaco, gli altri sembrano non aver imparato la lezione.
La nomina dei supplenti degli scrutatori, la chiusura delle indagini sulla quinta commissione, l'indagine dell'anticorruzione su alcuni appalti ci hanno riportato a soli cinque mesi fa, come se nulla fosse accaduto.
Ancora una volta il silenzio assordante che ha accompagnato questi avvenimenti, speriamo di sbagliarci, sono un presagio di come questa città per l'ennesima volta dimentichi tutto dal giorno alla notte.
Solo pochi giorni fa, durante gli incontri con i candidati sindaco, era emerso a parole da parte di tutti, la voglia di cambiare, di riportare i cittadini alla partecipazione attiva, di legalità.
Dopo solo pochi giorni ci accorgiamo che alle parole non conseguono i fatti.
E la cosa che fa più male è che quasi nessuno dei 600 circa candidati, o delle venti liste, abbia preso posizione.
Avremmo gradito, senza alcun tipo di pressione, che la commissione elettorale optasse per il sorteggio degli scrutatori. Avremmo gradito una qualche parola sulle indagini della quinta commissione.
Su quest'ultima vicenda noi siamo nuovamente qui a chiedere che chi vi ha avuto un qualsiasi ruolo si assuma le proprie responsabilità.
La verità giudiziaria verrà stabilita nelle giuste sedi, ma chi oggi vuole amministrare la città deve sapere che qui è in gioco il rapporto di fiducia e di rispetto tra amministratori e amministrati.
Probabilmente il danno economico per le casse comunali non sarà eccessivo e nessuno si è arricchito in questo modo, ma il punto è un altro: oggi i cittadini si sentono profondamente presi in giro da chi, con tanta leggerezza, avrebbe usato una carica pubblica come paravento per fare altro, e da chi, pur sapendo , avrebbe taciuto come se ciò fosse normale, perché così fan tutti.
Non siamo più disposti a credere sulla parola a impegni per il futuro, ma vogliamo vedere subito una presa di posizione netta ed inequivocabile in difesa della collettività da parte di chi ci vuole rappresentare, lasciando ai diretti interessati il diritto di difendersi a tempo debito.
Da un amministratore oggi più che mai ci si aspetta che sia sempre dalla parte dei cittadini e delle istituzioni, che in questa vicenda sono quelli danneggiati.
Far finta di niente non è mai una buona soluzione, ma in questo momento in cui i cittadini sono molto sensibili a certi temi sarebbe veramente inspiegabile.
Lo abbiamo scritto chiaro: a noi, alla nostra città, le promesse vane non bastano più, non possono più bastare, semplicemente perché non ce lo possiamo più permettere. Così cominciamo un percorso, ancora una volta, sbagliato: dimostriamo di non aver imparato nulla dal vergognoso recente passato. Se è vero che il buon giorno si vede dal mattino, ancor di più il cattivo. Anzi pessimo.
Teresa De Vito – Vincenzo Ferreri - Comitato Bene Comune
