Cori e striscioni per Raffaele Fitto, tornato a Trani ieri sera per sostenere la candidatura al consiglio regionale di Rosa Uva. Insieme con lui, l'onorevole Antonio Distaso, già segretario regionale di Forza Italia.
Il nome di Fitto compare nella nuova lista, per la quale Rosa Uva corre per uno scranno nel consiglio regionale, dopo lo strappo che l'ex governatore della Puglia ha dato in maniera definitiva a Berlusconi e Forza Italia. «Politicamente è per noi il passato - ha detto Fitto -. Noi guardiamo oltre, e la presenza del mio cognome nel simbolo deve servire soltanto ad orientare i cittadini in questo momento di estrema confusione, se si tiene conto del fatto che, fino al mese scorso, non avevamo ancora neanche il simbolo. Rosa uva può essere il valore aggiunto di una lista comunque molto forte nella Barletta-Andria-Trani, e che può dare a tutti la possibilità di essere eletti. Di sicuro -prosegue -, il centrosinistra si può facilmente sconfiggere se solo i cittadini considerassero i tre fattori che hanno portato la Puglia quasi allo sfascio: la sanità allo sbando; le tasse aumentate; la disoccupazione, soprattutto giovanile, che ha raggiunto punte impressionanti».
Fitto non ha mancato, anche, di commentare il passaggio di Francesco Spina, presidente della Barletta-Andria-Trani eletto con il centrodestra, nell'area di centrosinistra quale coordinatore delle liste Emiliano: «È una campagna elettorale troppo piena di compravendita di campagne acquisti e collocazioni di comodo: noi siamo coerenti e non è questo il modello di centrodestra cui ci ispiriamo».
Rosa Uva, dal canto suo, da possibile candidato sindaco si ritrova a correre per via Capruzzi, «ma per me non cambia nulla - dice l’interessata -, perché lo spirito di servizio è uguale e, soprattutto, bisogna riportare Trani in Regione per dare i cittadini le risposte che attendono. Da assessore ai servizi sociali ho avuto contatti pressoché quotidiani con la Regione e ho capito quanto sia fondamentale essere lì. Nel frattempo, ho ascoltato e toccato con mano i bisogni della gente ed è per questo che sono in campo: l'impresa è difficile, ma non impossibile. Chi c'è dietro di me? Soltanto la gente. Non mi vedrete sui palchi della campagna elettorale per il consiglio comunale, a meno che qualcuno non mi inviti».











