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Trani a capo continua la battaglia: «Amiu, sponsorizzazioni poco opportune e troppi affidamenti sotto soglia»

Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto l'elenco dei fornitori di Amiu nel 2014. Abbiamo chiesto anche quello del 2015 e la stessa cosa anche ad Amet. Che dire, c'è da mettersi le mani nei capelli.

Poi, da cittadino, ti chiedi: ma perché devo pagare 450 euro di Tari? Perché devo pagare per un servizio reso da un'azienda che impegna 10.000 euro alla voce "promozione e pubblicità" a beneficio dell'associazione che organizza il famoso (e chiacchierato) Matrimonio e altrettanti, sempre per promozione, in favore della squadra di calcio cittadina? O altri 35mila euro sempre per spese di "promozione e pubblicità" non meglio precisate?

E che dire della sfilza di affidamenti diretti, tutti rigorosamente sotto i 40mila euro, la soglia oltre la quale si deve ricorrere alle gara d'appalto. Poi però vai a sommare gli affidamenti alle stesse ditte e scopri che quella soglia la superi eccome. Quando leggi queste cose ti cadono le braccia.

Ma alla gente, tanto, cosa importa? Che importa se nessuno continua a muovere neanche un dito per cambiare le cose, né tantomeno per chiederne conto a chi ha gestito le nostre aziende e il Comune in questo modo? Basta annunciare che è stata bandita la gara per realizzare un parco (peraltro grazie ad un finanziamento ottenuto dal Commissario straordinario) per tenere tutti contenti.

Antonio Procacci (portavoce Trani a capo)