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I predoni delle autostrade avevano colpito anche a Trani: rubarono auto per rifarsi il parco macchine. Retroscena e nomi

La «banda dei predoni» sgominata ieri, con l'operazione messa a segno dalla Polizia stradale, diretta dalla Procura della Repubblica di Trani, aveva colpito anche nella nostra città.

In realtà, a Trani i malviventi hanno commesso un furto d'auto l'otto giugno 2015, nella periferia nord, perché il sodalizio, da poco privato del furgone bianco sul quale caricava la merce trasportata dai camion, avesse nella disponibilità questo ed altri mezzi per proseguire le future azioni criminose, eludendo i sempre più serrati controlli delle forze dell'ordine.

Purtroppo per loro, il furto non andò totalmente a buon fine perché, una volta sottratta, la vettura da lì a poco non sarebbe più stata più utilizzabile a causa del blocco dello sterzo: la stessa, pertanto, fu abbandonata ed in seguito ritrovata, ovviamente danneggiata, dal legittimo proprietario

Un video rilasciato dalla Polizia stradale, che ha fatto rapidamente il giro delle televisioni e del web, mostra un’azione di particolare violenza nello scassinare, con ogni mezzo possibile, la cassa del casello di Cerignola est. Soltanto assaltando quattro caselli, in pochi mesi, la banda aveva sottratto denaro per oltre 50mila euro.

E poi il furto di merce da un camion, travasandone il contenuto, pari a ben cinque tonnellate, consistente in prodotti ittici surgelati. Di quel tipo di furto ne avevano messi a segno altri quattro, tentandone persino altri sei. Partendo dal primo reato, si è risalito ai secondi e, alla fine, s’è sgominata l’organizzazione criminosa.

L’operazione, realizzata dalla Polizia stradale di Bari, e coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, ha portato all’esecuzione di ben nove misure cautelari, sette delle quali in carcere e due ai domiciliari. Nell’inchiesta figurano altre due persone indagate a piede libero. In totale, undici indagati, dieci dei quali di Andria.

In carcere sono finiti: Lello Sgarra, 37 anni; Giuseppe Sgarra, 33; Francesco Labriola, 48; Michele Bernocco, 35; Savino Abbasciano, 42; Riccardo Zingaro, 44; Emanuele Ieva, 65. Domiciliari per Michele Acquaviva,  52 anni, e Mario Ventura, di Bisceglie, 43. Indagati a piede libero Michele Davanzo, 37 anni, e Daniele Acquaviva, 21.

L’accusa prevalente è associazione per delinquere finalizzata ai furti e ricettazione. Ad accogliere le richieste del sostituto procuratore della Repubblica titolare dell’inchiesta, Marcello Catalano, il Giudice per le indagini preliminari, Angela Schiralli.

Le rapine ai camion, messe a segno tra i mesi di aprile e maggio di quest'anno, avevano colpito gli autotrasportatori che passavano la notte nelle aree di servizio del tratto pugliese delle autostrade A14 e A16. Prima ancora, i furti con scasso​ alle casse automatiche dei caselli autostradali di Bitonto, Cerignola est ed ovest, Canosa di Puglia, Molfetta.

Da quelle si riusciva ad intercettare l'utenza di colui che si può definire il vertice del sodalizio, Lello Sgarra, del quale ben presto sarebbe stata monitorata l'auto con la quale solitamente si spostava.

Da lì a poco, il rinvenimento e monitoraggio satellitare anche del furgone usato per caricare la merce asportata dai tir, per un controvalore non meglio precisato, ceduta poi a Mario Ventura, dal cui arresto per ricettazione, precedentemente avvenuto a Bisceglie, si sarebbe meglio ricostruita la composizione del sodalizio e chiarite le responsabilità di ciascuno.

Nelle conversazioni intercettate, i sodali utilizzavano termini come “la partita a pallone” o “andiamo a fare una pizza”, segno di operazioni pianificate. La squadra si muoveva sempre per piccoli gruppi. Di questi, almeno uno, sistemandosi in terreni adiacenti le aree di servizio, in terreni confinanti al di fuori della proprietà autostradale, monitoravano l'eventuale sopraggiungere di pattuglie della Polizia stradale. Un altro luogo di osservazione ideale erano i ponti al di sopra della stessa arteria autostradale.

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