Un autentico blitz, una sorpresa di cui davvero pochi erano a conoscenza, tanto è vero che nulla era trapelato fino a poche ore prima, tenendo conto del fatto che, solo l'altra sera, in quella stessa sede, s’era tenuto il pregevole concerto del cantautore Mario Rosini.
Laura Boldrini, presidente della Camera dei deputati, ieri pomeriggio è stata in visita privata al Polo museale di Trani per ammirare, in particolare, il museo delle macchine per scrivere che la Fondazione Seca, gestore della struttura diocesana, ha inserito quale valore aggiunto alla storica collezione di reperti e donazioni di Palazzo Lodispoto, in piazza Duomo.
L’esposizione dei manufatti che, per oltre un secolo, sono stati utili, se non imprescindibili per la scrittura, occupa ben due livelli della struttura: al piano interrato l'intera produzione Olivetti e, al primo piano, tutte le altre macchine per scrivere italiane ed estere, in oltre un secolo di storia.
Il presidente dell'assemblea di Montecitorio è rimasta letteralmente a bocca aperta nel verificare di persona gli oltre quattrocento esemplari che fanno di Trani, senza tema di smentita, uno dei tre musei in tutto il mondo in cui si possa dire sia presente il ciclo completo delle macchine per scrivere, dalla prima all’ultima.
E, ovviamente, non ha mai perso l'occasione, spostandosi da una zona all’altra, per documentarsi direttamente per mano dell’ideatore della Fondazione Seca, il cavaliere Natale Pagano, su tutto quello che veniva sottoposto alla sua attenzione.
La terza carica dello Stato si è commossa quando Pagano, concludendo la presentazione della sezione Olivetti, ha detto: «Queste persone e queste macchine hanno fatto la storia d'Italia». Boldrini ha aggiunto: «E dobbiamo essere orgogliosi anche di chi, come qui a Trani, questa storia, la custodisce e valorizza».
Il presidente della Camera e lo stesso Pagano hanno poi posato davanti al pezzo pregiato del Museo diocesano, la prima macchina per scrivere in assoluto della storia, una “Sholes & Glidden, del 1873, statunitense, bellissima come fosse un quadro da custodire gelosamente in una teca del Louvre.
Per la cronaca, Laura Boldrini è tornata a respirare l'aria della città, e di quei luoghi, a distanza di cinque anni e mezzo dalla sua partecipazione ai Dialoghi di Trani, nel quasi dirimpettaio castello svevo, nella cui edizione del 2010 presentò un libro, dal titolo «Tutti indietro», ancora oggi di strettissima attualità con riferimento al problema dei migranti e delle tragedie in mare.



