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Centro storico di Trani, ordinanza del dirigente: «Roof garden da smontare sull'hotel»

Il “roof garden” del palazzo di piazza Quercia, sede di un’avviata attività alberghiera, «va rimosso entro novanta giorni perché difformemente realizzato rispetto alle autorizzazioni della Soprintendenza dei beni culturali e del paesaggio».

A scriverlo, e di conseguenza ordinarlo, è il dirigente dell'Area urbanistica dell'Ufficio tecnico Michele Stasi, in un atto di con il quale richiama l'esito di un sopralluogo effettuato presso quell’immobile da personale dell'Ufficio tecnico, della Soprintendenza e del Comando carabinieri tutela patrimonio culturale del Nucleo di Bari.

Secondo quanto rilevato durante il sopralluogo, «sul lastrico solare dell'edificio è stata realizzata una copertura, identificata come roof garden – di legge nel provvedimento - composta da elementi lineari (travi e pilastri) in metallo. I pilastri risultano essere imbullonati alla pavimentazione del lastrico solare e la struttura risulta totalmente chiusa. In particolare, il telo di copertura è composto da materiale rigido impermeabile, posto in opera con struttura a sandwich a due strati, mentre i lati sono chiusi da tendaggi rigidi comprensivi di tende retrattili, intervallati dalla presenza di porte antipanico. La struttura risulta dotata anche di elementi impiantistici (impianto di condizionamento, elettrico e filodiffusione) tali da farne perdere le caratteristiche di temporaneità ed agevole removibilità. Inoltre, si rileva la presenza di una saletta adiacente, adibita a punto cottura».

Secondo quanto scrive il dirigente, le opere del complesso risultato “ultimate” ed eseguite in difformità dalle prescrizioni impartite dalla Soprintendenza nel 2004 e 2009, poiché la struttura realizzata non è a carattere stagionale (quattro mesi l'anno) ed è completamente chiusa per la presenza di impianti fissi come la climatizzazione, punti luce, punto ristoro e filodiffusione.

Sia i gestori, sia il proprietario dell’immobile dovranno, oltre che rimuovere quanto non autorizzato, comunicare preventivamente dove verranno portati a rifiuto tutti i materiali oggetto dei lavori di rimozione, nonché il direttore dei lavori e l'impresa esecutrice. Peraltro, ai destinatari dell’ordinanza è consentito impugnarla presso il Tar Puglia entro sessanta giorni dalla notifica del provvedimento.


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