Gennaio si conferma il mese dell’instabilità politica. Lo scorso anno, di questi tempi, i consiglieri comunali si dimettevano alla spicciolata nell'attesa del consolidamento delle dimissioni dell’ex sindaco, Gigi Riserbato, a seguito dell'inchiesta “Sistema Trani” che avrebbe, di fatto, chiuso anticipatamente l'esperienza del governo uscente.
Quest'anno, senza alcuna inchiesta della magistratura, senza scenari complessi e fra loro intrecciati, ma soltanto a causa un singolo, ma grosso problema di carattere tecnico prima, e politico poi - il caso Amiu -, il governo Bottaro sta vacillando non poco.
Il primo cittadino, però, mostra il polso fermo e manifesta pienamente l’intenzione di andare avanti, convinto com'è che le scelte operate siano pienamente legittime. Di queste vicende, peraltro, non potrà non tenere conto la Corte dei conti, con la quale bisognerà presto tornare a confrontarsi.
Ed è in questo senso che Bottaro vuole tornare a dotarsi al più presto di un assessore alle finanze, perché le urgenze si susseguiranno una dietro l'altra. Non è da trascurare il fatto che, secondo i progetti manifestati dal sindaco, già in primavera bisognerà approvare il bilancio consuntivo 2015 ed il preventivo 2016 e, con quello, mantenere un ulteriore, fermo impegno assunto nei confronti della città: ridurre la Tari che lo scorso anno, a causa dello spropositato innalzamento dei costi per la gestione dei rifiuti, è aumentata destando vaste e vibrate proteste fra la cittadinanza.
Va da sé che, a fronte di un quadro politico così imprevedibilmente instabile, anche perché i nodi al pettine sono arrivati a soli sei mesi dalla sua elezione, Bottaro potrebbe recuperare credibilità non tanto proponendo un nome piuttosto che un altro, ma mantenendo, almeno, il rispetto di un unico, ma importante impegno assunto nei confronti dei contribuenti: diminuire le tasse o, almeno, «quella» tassa.
