Dallo scorso mese di maggio Villa Bini è regolarmente aperta, ma, in realtà, l'unica cura prestata è quella per i bagni. Infatti, la cooperativa service Gold global continua ad occuparsi tuttora della pulizia, custodia e manutenzione ordinaria dei servizi di villa comunale, piazza della Repubblica, impianti sportivi e, appunto, i giardini adiacenti la ferrovia, in via De Robertis.
Il Comune spende 23000 euro mensili per questo servizio, ma, nel frattempo, l'intera villa Bini continua a deperire e, dallo scorso mese di maggio (da quando vi è stato il cambio del soggetto che l’aveva in carico ed il contestuale taglio delle spese, complice i vincoli imposti dalla Corte dei conti), quei giardini sono sempre più deperiti.
Il consigliere comunale Raffaella Merra ha così fotografato l'attuale stato dell'immobile, denunciandone pubblicamente il degrado: «Una situazione inconcepibile, da parco dei bambini ad immondezzaio della trascuratezza. Alla città, per ripartire, non servono spartizioni di poltrone, ma un'amministrazione che tuteli i cittadini e i nostri figli».
E non va dimenticato che nel frattempo, oltre ciò che mostrano le foto, sono state asportate due piccole palme attaccate dal punteruolo rosso, ed una parte della recinzione in cartongesso, poste lungo le nuove strade a denominarsi che incrociano via Istria, è saltata favorendo anche l'accesso dall'esterno.
A quanto si è appreso, a breve vi sarà un’indagine di mercato per la bonifica e ristrutturazione totale dell'area, ma per farne cosa ancora non si sa. In realtà, le attività di Villa Bini procedono a singhiozzo, per usare un eufemismo, sin dal giorno dell'inaugurazione, vale a dire il 3 maggio 2012: a distanza di tre anni e mezzo, poco o nulla s’è riuscito realmente a realizzare in quel luogo, che certamente è costato molto più di quello che ha poi reso sotto forma di servizi alla collettività.










