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Sfratti, e due: fa le valigie anche il Consorzio Moscato di Trani. Aggiornato il contratto, aveva smesso di pagare ed abbandonato la sede

Dopo La lampara, si appresta a restare senza sede un'altra storica istituzione della città: si tratta del Consorzio Moscato di Trani, che lascia ufficialmente l'immobile di via Statuti Marittimi 16, affacciato sul porto, di proprietà del Comune, per effetto della revoca della concessione in locazione in suo favore.

Una decisione, quella del dirigente dell'Area lavori pubblici, Giovanni Didonna, già nell'aria da tempo, ma che si è ufficializzata con l'atto di revoca formale e l’ordine di liberare i locali da cose e persone. Peraltro, già dal 2013 il Consorzio aveva interrotto l'attività di versamento dei canoni mensili da corrispondere al Comune, rinunciando di fatto anche all'utilizzo stesso del locale.

Ma ripercorriamo la vicenda per comprenderne i passaggi che hanno determinato la chiusura di un’altra pagina di storia cittadina.

Dell’immobile, di 165 metri quadrati, già occupato dal consorzio, il consiglio comunale approvava la nuova valorizzazione all’interno del relativo piano, varato nel 2012 e propedeutico al bilancio di previsione di quell’anno.

Sulla base di quel provvedimento, il dirigente, a giugno 2013, redigeva e concordava con il consorzio lo schema del contratto di locazione, fissandone la durata in sei anni, ma con retroattività, vale a dire dall’8 novembre 2012 (data di scadenza del precedente) al 7 novembre 2018.

In quest’operazione veniva sensibilmente aggiornato il canone mensile, che passava da 230 a 1000 euro mensili. Di conseguenza, in aggiunta al nuovo canone, si fissava un’ulteriore rata fissa mensile, di 77 euro, così da raggiungere una somma complessiva 1.167 euro al mese.

In questo modo, il consorzio sarebbe rientrato dal debito contratto da novembre 2012, di poco superiore a 5000 euro, giacché aveva continuato a corrispondere 230 euro mensili fino all’8 aprile 2013.

Da lì a poco, dopo avere riscontrato l’ultima reversale di incasso da 1.167 euro, riferita a giugno 2013, il presidente del consorzio non si presentava presso l'Ufficio messi per la notifica del nuovo provvedimento di concessione in locazione dell'immobile e, dunque, evitava anche di ritirare le chiavi di accesso per il suo utilizzo.

A luglio 2014 il dirigente notificava al consorzio l'avvio del procedimento finalizzato alla revoca della concessione, per liberare il Comune di Trani da ogni vincolo contrattuale, a causa della parziale corresponsione dei canoni.

Ciononostante, «anche di fronte a tali sollecitazioni il presidente del consorzio non presentava all'Ufficio patrimonio alcuna memoria giustificativa della mancata corresponsione dei canoni – si legge nel provvedimento -, né esprimeva la volontà di utilizzare il locale non ritirandone chiavi di accesso».

Di conseguenza, inevitabile, lo scorso 20 gennaio è sopraggiunto l'atto di revoca formale del contratto, per effetto del quale il Comune di Trani è tornato nella piena disponibilità dell'immobile e ne valuterà la nuova valorizzazione.

La posizione particolarmente privilegiata, nel cuore di centro storico e movida, lo rende particolarmente appetibile per nuove attività e, di conseguenza, il Comune potrebbe anche trarne giovamento adeguando ulteriormente il canone a base di gara nella prevedibile procedura pubblica.

Ma è anche vero che, in questo modo, lo storico soggetto di tutela del vino più famoso della città, nonché uno dei “dolci” più celebri d’Italia, perde la sede e subisce un altro duro colpo sulla strada della promozione del prodotto. Mentre quella porta, trasformata in bacheca per l’affissione abusiva di locandine di eventi, grida quanto meno vendetta.


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