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Discarica di Trani, ecco il piano di messa in sicurezza: in soccorso, il lotto 2bis. Costo, quasi 19 milioni

La messa in sicurezza della discarica di Trani è, adesso, un progetto concreto. Una dettagliata relazione tecnica di 46 pagine ne illustra premesse, spirito e passaggi ed ipotizza anche i relativi costi: quasi 19 milioni di euro, al netto delle spese di post esercizio.

«Gli interventi proposti – spiega l’amministratore unico di Amiu, Alessandro Guadagnuolo - mirano in primis all’adozione di misure di sicurezza ed emergenza volte alla risoluzione delle problematiche ambientali riscontrate in loco, nonché all’adozione delle azioni necessarie ad ottemperare alle diffide che hanno portato alla revoca dell’Autorizzazione ambientale integrata, ed alla successiva riattivazione della discarica mediante l’allestimento di nuovi lotti».

I livelli di intervento previsti sono tre e, segnatamente: livello 1, interventi suddivisi in primis sul lotto 3, condotti in parallelo temporale con gli interventi relativi ai lotti 1 e 2; livello 2, interventi sul lotto 2bis (già presente nell’area di cava di contrada Puro vecchio, ma, finora, mai utilizzato per l’esercizio) ed installazione di impianti tecnologici; livello 3, interventi di approntamento nuove aree di discarica e successivamente di copertura definitiva dell’intero impianto.

Gli interventi preliminari riguarderanno: serbatoi di stoccaggio del percolato; impianto di trattamento, accumulo e smaltimento delle acque meteoriche provenienti dalla copertura provvisoria della discarica. «Nel dettaglio – si legge nel progetto - si prevede la minimizzazione del battente del percolato all’interno della discarica e la massimizzazione della captazione del biogas mediante la realizzazione di pozzi filtranti trivellati all’interno del cumulo dei rifiuti del lotto 3, aventi caratteristiche duali, ovvero utili sia alla gestione del percolato, sia alla gestione del biogas di discarica. All’interno dei pozzi duali saranno installate le pompe pneumatiche per emungimento percolato, congegnate per la specifica estrazione di ristagni di percolato nei pozzi di estrazione del biogas».

Una volta realizzati gli interventi di messa in sicurezza dei tre lotti, «le azioni di intervento mirano al completamento delle stesse misure di messa in sicurezza dell’impianto di discarica, per consentire la sua riattivazione per il conferimento di rifiuti nei volumi ancora disponibili. Infatti, dopo che sarà realizzata la barriera protettiva in adiacenza al lotto 3 (diaframma e terreno consolidato), sarà possibile la rimozione dei rifiuti abbancati nello stesso lotto, riconducibili alle emissioni di percolato riscontrate: occorre quindi creare nuovi volumi utili al conferimento dei rifiuti scavati dal lotto 3».

Per questi motivi, il progetto prevede l’approntamento di nuove aree già durante gli interventi di messa in sicurezza: in particolare una porzione del lotto 2bis, nell’area posta a sud del bacino. In particolare, il progetto prevede un notevole rafforzamento delle barriere di isolamento sia di fondo invaso, sia di sponda. Una volta pronto il lotto 2bis, «sarà quindi possibile procedere con lo scavo dei rifiuti dal lotto 3 ed il loro conferimento nella nuova vasca approntata – si legge nella relazione -

La depressione creatasi nel lotto 3 sarà anch’essa coperta in modo provvisorio, ripristinando il telo d copertura precedentemente steso, con creazione di un bacino impermeabilizzato a servizio dei lotti di discarica».

Per quanto riguarda il terzo ed ultimo livello degli interventi, «si prevede la realizzazione del fondo invaso delle restanti aree di discarica non ancora approntate, e la conseguente attivazione dei lotti per il conferimento dei rifiuti in modo da raggiungere le volumetrie autorizzate. Raggiunte le quote di abbancamento previste, con sagomatura delle pendenze come da progetto, per la corretta gestione del deflusso delle acque meteoriche, si dovrà procedere alla realizzazione di un’appropriata copertura dell’area interessata dall’abbancamento dei rifiuti».

La chiusura definitiva della discarica dovrà essere in grado di: «Minimizzare l’infiltrazione delle acque meteoriche nel corpo della discarica; consentire il corretto esercizio dei sistemi di raccolta del percolato; ostacolare la fuoriuscita incontrollata di biogas; adattarsi ai cedimenti nel tempo dell’ammasso dei rifiuti; favorire la piantumazione e sistemazione a verde dell’area».

La stima dei costi, il cui totale ammonta a 18.800.00 euro circa e, peraltro, «non considera le attività gestionali e di copertura finali, che andranno effettuate una volta ripresa la normale attività gestionale della discarica».


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