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AGGIORNATO. Troppi assalti, anche a Trani Atm postali aperti solo negli orari d'ufficio. La protesta di Movimento Consumatori e l'interrogazione parlamentare dei 5 stelle

Troppi furti e assalti ai postamat: Poste italiane corre ai ripari e fa prelevare contante solo negli orari di apertura degli uffici.

Questa la misura cautelare adottata dalla grande azienda italiana per prevenire furti e assalti in Puglia, Basilicata e Molise, a causa dei continui assalti, perpetrati specificatamente in orari notturni. L’ordine è arrivato dal direttore centrale dell’area Sud 1. Gli sportelli, infatti, mediamente subiscono, in queste regioni, almeno due attacchi al giorno, con non pochi danni in termini economici e anche rischi per le strutture portanti dei palazzi e di sicurezza per la pubblica incolumità.

Questa misura cautelare certamente provoca disservizi per i cittadini che usufruiscono delle varie carte di proprietà postale ma la decisione non è stata presa a cuor leggero ed è attiva a tempo indeterminato da sabato 7 febbraio.

A Trani, pertanto, gli atm della posta “centrale” in via Giovanni Bovio 115 e delle due succursali di largo Francesco Petrarca 7 e corso Manzoni 25 saranno attivi dal lunedì al venerdì dalle 8.20 alle 19.05 e il sabato dalle 8.20 alle 12.35.

Contro la decisione, si è mosso il presidente del Movimento consumatori Puglia, Bruno Maizzi, che ha inviato un esposto alla direzione generale di Poste italiane, scrivendo: «È assurdo che invece di potenziare e adeguare i sistemi di sorveglianza contro le azioni criminose, si preferisca penalizzare l'utente-consumatore. I cittadini non hanno colpe dell'illegalità diffusa sul territorio. Inoltre tale operazione potrebbe spingere gli utenti ad abbandonare i servizi offerti da Poste Italiane. Se così fosse quali ripercussioni ci sarebbero sul territorio e quanti posti di lavoro sarebbero a rischio?».

Diego De Lorenzis, Capogruppo del M5S della IX Commissione Trasporti della Camera ha presentato un’interrogazione alla Camera per conoscere se il Ministro dello Sviluppo Economico intenda disporre la revoca del provvedimento di chiusura assunto da Poste italiane o porre in essere altre misure a tutela degli utenti: «È necessario che il Governo e il Ministro si mobilitino per assicurare il servizio. Bisogna garantire la sicurezza nei luoghi colpiti da atti criminosi con specifiche misure presso gli obiettivi sensibili, ma è impensabile che questa sia la motivazione per un gravissimo disservizio verso i cittadini e utenti».

Federica G. Porcelli


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