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Tra locazioni e sensi di marcia, il «caso lungomare» visto da Leo Amoruso (Pd) ed Aldo Procacci (Trani a capo)

«Anche a Trani si potrebbe parlare di un “caso affittopoli” come quello di Roma». Con queste parole Aldo Procacci, consigliere comunale di Trani a capo, risponde alle nostre domande sui fitti attivi nella città, ospite insieme a Leo Amoruso del Pd di “Appuntamento con Trani”.

«Noi di Trani a capo – prosegue - stiamo misurando da mesi centinaia di immobili: alcuni sconosciuti, alcuni adibiti ad uffici, altri solo virtualmente a disposizione del Comune, come ad esempio delle aule della scuola Giustina Rocca. Ci sono palazzine intere che non si sa se sono occupate, da chi sono occupate, se sono stati pagati i fitti. Ci sono contratti in itinere da anni. Nell’inerzia del Comune, chi li occupa se ne sta approfittando. Per non parlare della situazione dei terreni, che al Comune di Trani non sono mai stati censiti, eppure potrebbero essere delle valide alternative per esempio per cooperative di giovani. Noi continueremo a monitorare questa situazione».

Queste le parole di Amoruso: «È chiaro che la gestione del patrimonio immobiliare del Comune va rivista e organizzata. La questione Lampara ha acceso i fari su altre gestioni, anche se per assurdo si è partiti dalla situazione meno critica. Questa cooperativa di bravissimi ragazzi ha dato continuità al locale che, come sappiamo, era gestito da una persona che, come premio, perché è di un premio che stiamo parlando, ha ricevuto anche il rinnovo del contratto. Questo era il modo di gestire nelle precedenti amministrazioni». Sulla Lampara, però, Procacci esprime delle perplessità, chiedendo: «Il Comune sapeva che era illegittimo passare un ramo d’azienda, allora perché nel frattempo ha continuato a percepire i fitti? Andrebbero affrontati tutti i casi».

Parlando invece dei chioschi sul lungomare, Amoruso ha detto: «Le strutture vanno riviste dal punto di vista concettuale: dovrebbero essere più in linea con il territorio. In seconda commissione ci stiamo occupando di diverse situazioni». «Se ci sono i contratti e coloro che occupano gli immobili non pagano bisogna sistemare questa situazione, andando a bando» dice Procacci. C’è sinergia, dunque, tra Procacci e Amoruso per quanto riguarda i chioschi sul lungomare.

Intanto, venerdì in consiglio comunale sarà votata la mozione art. 24 commi 6 e 7 del regolamento del consiglio comunale “rispristino del doppio senso di marcia veicolare sul lungomare Cristoforo Colombo o in subordine l’inversione dell’attuale senso di marcia”, a firma dei consiglieri comunali Pietro Lovecchio e Diego Di Tondo (Lista Emiliano) e Carlo Laurora (Udc). La posizione di Amoruso non è in linea con quella dei due colleghi di maggioranza: «La mozione è ampiamente condivisa dalla maggioranza. Io credo, ed è una mia opinione prettamente personale, che non sia quella la strada per valorizzare il lungomare: l’idea di un lungomare che possa vedere la nuova vita non passa né dall’inversione di marcia (che considero un autogol considerando i diversi plessi scolastici della zona) né dal doppio senso di marcia, che con la pista ciclabile significa non avere alcun parcheggio. Per rivalutare il lungomare va data una situazione d’insieme, rientrando in un’area del traffico e di accesso al mare. Per quanto riguarda i chioschi, essi si basano su un’idea di accesso al mare: è questo che sta portando avanti l’assessore Bologna».

«Io credo – dice Procacci, anche lui anticipando che parla a titolo personale – che questa mozione, conoscendo anche la presenza dell’assessore espressione de I Verdi, non passerà in consiglio comunale. Per noi il doppio senso di marcia sul lungomare non è fattibile, e inoltre queste situazioni vanno viste in un piano organico del traffico. Come si fa a pensare di cambiare il senso senza pensare ad un piano organico? Pensiamo ai genitori che accompagnano i figli a scuola la mattina: il lungomare è una valvola di sfogo perché chi scende dalla zona a Sud di Trani, da Capirro, trova ingolfate via Istria e via Malcangi. Vogliamo che Trani sia una città turistica: tutte le città turistiche pensano a pedonalizzare le zone, a rendere l’ambiente più sano, invece con un aumento del traffico veicolare aumenterebbe lo smog. Questa non è una grande idea e uno dei tre proponenti (Carlo Laurora, ndr) è proprio uno di quelli che con l’amministrazione Tarantini ha voluto la pista ciclabile, anche se so che si può cambiare idea con il tempo».


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