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Lungomare, Confesercenti e Confcommercio Trani: «La pista ciclabile è inutile senza un progetto organico»

Alla vigilia del consiglio comunale programmato per oggi, in cui si parlerà anche della questione inerente il doppio senso di marcia sul lungomare cittadino, intervengono anche Confesercenti (Mario Landriscina) e Confommercio (Mino Acquaviva) Trani.

«Da quando è stata istituita, noi siamo sempre intervenuti formalmente ed informalmente perché contrari ad una pista ciclabile calata senza alcun progetto organico. Trani è una città che ha la necessità di spostare tutto il flusso turistico dal centro storico fino a coinvolgere il lungomare e la penisola di Colonna, zone praticamente abbandonate. Abbiamo sempre ritenuto che un progetto di rigenerazione di quegli ambienti vada sostenuto anche nell’ambito di un piano commerciale o distretto urbano del commercio. Purtroppo così non è stato e ci siamo ritrovati ad assistere alla creazione di una pista ciclabile assolutamente non funzionale. La cosa più assurda è stata la modifica del parcheggio, attualmente a pettine, proprio perché bisognava individuare dei parcheggi che, però, nel periodo non estivo, lasciano il tempo che trovano, portando così il lungomare a divenire zona a senso unico, tra l’altro da sempre contestato.

Se proprio si volesse pensare all’unico senso di marcia del lungomare di Trani,
bisognerebbe farlo al contrario, poiché sono evidenti gli ingorghi, quindi i disagi che si
creano, soprattutto in periodo scolastico. Inoltre, alcuni nodi della pista ciclabile limitano la possibilità di mezzi più pesanti di muoversi con regolarità, pensiamo alla zona del ristorante Cristoforo Colombo. Siamo favorevoli alle piste ciclabili, ma vanno inquadrate in un percorso di rivisitazione globale del flusso veicolare tranese che deve vedere veicolarità e parcheggi. Non è più pensabile, infatti, rimandare la soluzione di questo problema. La nostra città, soprattutto in estate, ha bisogno di parcheggi, ma non quelli che si individuano quasi sempre alle estreme periferie, tali da raggiungere il centro città attraverso i mezzi. La verità è che, almeno per il momento, bisogna individuare dei parcheggi attrezzati vicino al centro storico, zona più viva, soprattutto nel periodo estivo.

Va fatto, dunque, uno studio serio di tutto ciò che riguarda la veicolarità commerciale,
residenziale e turistica, poiché ogni zona va affrontata ed organizzata in un determinato modo a seconda delle proprie esigenze. Bisogna sì pensare all’ambiente, ma anche a chi ci lavora, agli imprenditori in primis. D’altronde il lungomare di Trani, uno dei più belli della Puglia, è purtroppo mortificato dalla zona parcheggio ed un senso unico limitante. Bisognava invece ragionare sul doppio senso di circolazione ed una pista ciclabile inserita in un progetto di rivisitazione complesso, coinvolgente anche alla progettazione dei marciapiedi.

La problematica è molto ampia: la verità è che su questa serie di questioni non c’è stato alcun confronto ed adesso è facile dire che lo si era previsto. Il lungomare e Colonna sono, come detto, ormai zone morte, dove andava fatto un piano di
rigenerazione urbana, ivi compresa la veicolarità per sfruttare al meglio la risorsa mare e coste. Sono decenni che chiediamo l’approvazione di un piano delle coste, l’individuazione di stabilimenti balneari che non possono e non devono essere quelli subitanei che si fanno nel periodo estivo e temporaneo. Parliamo di stabilimenti balneari seri, che possano produrre profitto e che possano invogliare gli imprenditori ad investire in questa città. In pratica, sono anni che si chiede tutto ciò che, ancora oggi, manca e crea danni anche economici alla nostra città.

Non si chiede la realizzazione immediata di tutto ciò che non è stato fatto, ma ci sembra lecito porre un punto fermo da cui partire per programmare un progetto complesso che si possa realizzare a step, secondo le risorse disponibili nel tempo».

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