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L'arcivescovo della Barletta-Andria-Trani scrive alla chiesa all'indomani del pellegrinaggio diocesano a Roma

Il testo integrale della lettera di Monsignor Giovan Battista Pichierri, quale risonanza dopo il Pellegrinaggio diocesano svoltosi a Roma il 20 febbraio nell’ambito del Giubileo della Misericordia.

Carissimi fratelli e sorelle, il 20 febbraio 2016 è stato un giorno memorabile per la nostra arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie. L’Arcivescovo, insieme con 68 presbiteri, 12 diaconi, il Seminario diocesano, 4000 fedeli provenienti dalle parrocchie, ha partecipato all’Udienza generale del Santo Padre Francesco in Piazza San Pietro, gremitissima, e alle ore 14,00 ha presieduto la concelebrazione, compiendo in tal mondo il Giubileo della Misericordia. Le motivazioni del grande pellegrinaggio erano: la conclusione del primo Sinodo diocesano («Per una Chiesa mistero di comunione e di missione»); la consegna del Libro sinodale nelle mani di Papa Francesco; il XXV anniversario di ordinazione episcopale dell’arcivescovo;  il Giubileo dell’Anno straordinario della Misericordia.

Il mio cuore di Pastore ha registrato una gioia indicibile, avendo constatato la corrispondenza dei parroci e delle comunità parrocchiali all’iniziativa; avendo avuto la possibilità di parlare con il Santo Padre nell’atto della consegna del Libro sinodale a cui ho unito un’offerta per la sua carità, ed in modo particolare avendo avuto la possibilità di presiedere la concelebrazione eucaristica all’altare della Cattedra di S. Pietro proprio all’antivigilia della Festa, che è oggi, quasi a sigillo dell’impegno pastorale che caratterizza il mio servizio episcopale: «Far crescere la Chiesa di Trani-Barletta-Bisceglie nell’unità, nella carità, nella missionarietà».

Il Santo Padre nella Catechesi in Piazza San Pietro ci ha parlato della «Misericordia» come “impegno” concreto di vita cristiana che, nella storia del nostro tempo, deve toccare con le mani di Gesù Cristo ogni infermità e fragilità umana per sanare e alleviare il dolore con amore compassionevole e tenero. Cito dal discorso: «In Gesù, Dio si è impegnato in maniera completa per restituire speranza ai poveri, a quanti erano privi di dignità, agli stranieri, agli ammalati, ai prigionieri, e ai peccatori che accoglieva con bontà. In tutto questo, Gesù era espressione vivente della misericordia del Padre. E vorrei accennare questo: Gesù accoglieva con bontà i peccatori. Se noi pensiamo in modo umano, il peccatore sarebbe un nemico di Gesù, un nemico di Dio, ma Lui si avvicinava a loro con bontà, li amava e cambiava loro il cuore. Tutti noi siamo peccatori: tutti! Tutti abbiamo davanti a Dio qualche colpa. Ma non dobbiamo avere sfiducia: Lui si avvicina proprio per darci il conforto, la misericordia, il perdono. È questo l’impegno di Dio e per questo ha mandato Gesù: per avvicinarsi a noi, a tutti noi e aprire la porta del suo amore, del suo cuore, della sua misericordia. E questo è molto bello. Molto bello!».

Nell’omelia della liturgia della Parola nella Seconda Domenica di Quaresima, detta della «Trasfigurazione», ho sottolineato come «la manifestazione della gloria che Gesù da Dio è venuto a portare nella nostra umanità è l’eredità che dobbiamo conquistare seguendo fedelmente Lui, che ci porta al Padre con la forza dello Spirito». Credo di poter affermare con verità: ciò che il Signore ci ha donato il 20 febbraio è tutto il Suo amore e la gioia che ci rende suoi discepoli missionari. Questo l’ho colto dal contatto che ho avuto con i pellegrini, specialmente con coloro che dalle ore 6 del mattino sotto la pioggia erano ad attendere l’ora dell’udienza del Santo Padre Francesco; tra questi anche gli infermi.

Faccio mio l’appello di Papa Francesco «Siate Chiesa che si sporca le mani per venire incontro alle necessità del prossimo». Carissimi fratelli e sorelle, ho voluto riportarvi questa esperienza, così come vi avevo promesso prima della partenza per Roma, perché cresca in noi l’impegno a vivere l’Anno straordinario della Misericordia attraverso le opere di Misericordia, corporali e spirituali.  Orientiamoci con fiducia verso l’altro pellegrinaggio diocesano, che faremo a Lourdes con gli ammalati dal 7 al 13 settembre. L’Immacolata ci attende così come disse a Santa Bernardette: «Andate a dire ai sacerdoti che si venga qui in processione e si portino qui a Gesù gli ammalati e i fedeli!»

Sarà un altro tempo di grazia e di misericordia eccezionale!

Vi saluto con affetto di padre e vi benedico.

Trani, 22 febbraio 2016, Festa della Cattedra di San Pietro

+ Giovan Battista Pichierri,
Arcivescovo

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