Sul caso dei proiettili al sindaco, dal fronte della Regione Puglia prende posizione anche il governatore, Michele Emiliano: Amedeo ha accanto a sé tutte le persone per bene della regione e, una cosa è certa, non ci lasceremo intimidire. Spero che le autorità facciano presto chiarezza attraverso le indagini e neutralizzino gli autori di questo gesto gravissimo».
Inoltre giungono le voci dell’assessore tranese, Mimmo Santorsola, e del consigliere, Ruggiero Mennea. «Ad Amedeo ribadisco la massima disponibilità a lavorare per questa città – dice il primo -. Criticare, ostacolare, chiedere, sobillare, infangare e minacciare sono le uniche parole che girano in questo momento intorno a questa città. Se non le sostituiamo subito con altre parole come sostenere, incoraggiare, condividere, proporre non potremo che aspettarci un futuro drammatico, laddove, invece, dobbiamo tutti guardare avanti e spingere verso la risalita di Trani».
Per Mennea «non ci sono parole per esprimere lo sconcerto provocato nelle comunità dagli atti intimidatori e minacce ai rappresentanti istituzionali. I contrasti, anche più difficili, sono l'espressione più vera della democrazia e, come tali, vanno risolti nelle sedi preposte all'espressione della democrazia stessa. Ogni altro sistema è da condannare, senza se e senza ma. Al sindaco Bottaro va la mia personale solidarietà, perché questo episodio non lo faccia mai desistere dal portare avanti il rinnovamento necessario in una città già provata da problemi profondi. L'auspicio è che le forze dell'ordine e la magistratura facciano, comunque, chiarezza al più presto».
L’onorevole Giuseppe D’Ambrosio condivide con il consigliere regionale, Grazia Di Bari, ed i consiglieri comunali, Antonella Papagni e Luisa Di Lernia, il seguente messaggio: «La polemica e lo scontro politico possono essere aspri, durissimi. E noi siamo i primi a non risparmiare attacchi al primo cittadino di Trani, il sindaco Bottaro. Ma siamo e resteremo sempre contrari ad ogni forma di violenza, perché la violenza è la sconfitta dell'intelligenza, mentre l'unica salvezza per le nostre comunità è la rivoluzione culturale».
