«Lascio per avere le mani libere dopo le ripetute offese personali di alcuni avversari politici che, evidentemente, pensavano fosse più importante la politica di palazzo che l'interesse della gente. Ho voluto dare l'ultimo segnale ieri (l’altro giorno, ndr), inaugurando a Trani le attrezzature per l’abbattimento delle barriere architettoniche nel liceo classico e, adesso, lascio la presidenza nelle ottime mani di Beppe Corrado fino alle nuove elezioni». Così Francesco Spina, sindaco di Bisceglie, che ieri ha rassegnato, nelle mani del segretario generale dell’ente e, per conoscenza, al Prefetto della Bat, le dimissioni da presidente della Provincia di Barletta - Andria – Trani ai sensi di legge.
Una decisione da porre in evidente relazione con il caso che lo ha visto transitare, insieme con il suo gruppo politico nel Partito democratico, dopo che Spina era stato eletto al vertice della Bat da una coalizione di centrodestra. Numerose le polemiche per un caso divenuto nazionale, ma che l’interessato giudica eccessivo: «Lo scorso – ricorda Spina – nessuno ebbe nulla da dire quando divenni coordinatore della Lista Emiliano, ma adesso la questione si è chiaramente trasferita sul piano personale. Pertanto, mi sono confrontato con il mio segretario regionale e, insieme, abbiamo delineato le ragioni di una scelta importante».
Spina torna sindaco di Bisceglie a tempo pieno non prima di avere tracciato un bilancio della sua esperienza al vertice della Bat: «Mi piace ricordare i risultati in termini ambientali, con le ordinanze su Amiu e Timac, e le opere pubbliche che porteranno, a breve alla messa in sicurezza della Trani-Andria ed all’avvio del cantiere della Bisceglie-Andria. Anche sulla pubblica istruzione ed edilizia scolastica crediamo si sia fatto molto. La comunità saprà apprezzare e giudicare i risultati».
Ovviamente, Spina resta nell’assemblea dei sindaci della Bat, ma la presidenza va al tranese Corrado, che solo pochi giorni prima era stato nominato vicario nell’ambito di un percorso già ben studiato. Ora, un po’ come Renzi al Governo, diventa presidente senza essersi mai candidato per farlo: «Sono solo gli effetti della legge Delrio – minimizza Corrado -. Ci metteremo tutta la buona volontà, come abbiamo sempre fatto, nel tutelare l'intero territorio. Cosa succede adesso? Mi confronterò con i sindaci già lunedì perché, comunque, l'assemblea più importante in provincia resta quella dei primi cittadini. Faremo quadrato con loro per traghettare l’ente fino alle elezioni o fino all’esito del referendum costituzionale che dovrebbe porre fine alle province in favore delle aree vaste. Nel frattempo è nostro dovere gestire la transizione e garantire i servizi essenziali ai cittadini».
