Le dichiarazioni rese in aula gli sono costate decisamente care, tanto quanto la prima pena che gli era stata inflitta. Per Pierluigi Ciola, la multa ricevuta anni fa dagli agenti della polizia locale di Trani si è rivelata un boomerang pesantissimo: un arresto, due anni complessivi di carcere e pene pecuniarie non lievi.
L’ultima sentenza, emanata dal Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Trani, Angela Schiralli, lo ha condannato per il reato di calunnia ad un anno di reclusione (pena sospesa), oltre al pagamento delle spese processuali nella misura di 3000 euro. Il dispositivo è arrivato al termine del rito abbreviato che il difensore dell'indagato aveva chiesto, e grazie al quale la richiesta del pubblico ministero, Antonio Savasta, di un anno e otto mesi, è stata poi rideterminata dal Gup in un anno.
Il responsabile aveva dichiarato, fra le altre cose, di essere stato minacciato da agenti della Polizia locale e militari dei carabinieri, nonché oggetto di sequestro di persona, circostanze accertate come non vere. E tutto questo era accaduto nel corso del primo procedimento legato all'aggressione perpetrata nei confronti del comandante uscente della polizia locale Antonio Modugno.
Infatti Ciola, 38 anni, l’11 agosto 2009 era stato arrestato per essersi platealmente opposto ad un multa ricevuta. Poi, all’invito del comandante Modugno di spostare l’auto da dove l’aveva parcheggiata, perché ostacolava il traffico, per tutta risposta lo aggredì procurandogli lesioni guaribili in quattro giorni. Nel conseguente processo, il giudice condannò l’imputato, per violenza e minaccia a pubblico ufficiale, a sei mesi di reclusione. E, in appello, la pena fu raddoppiata ad un anno. Inoltre, il pagamento delle spese processuali e dei due verbali per divieto di sosta: quello che avrebbe voluto contestare, recandosi al comando, e quello rimediato al comando stesso.
Ma le dichiarazioni rese in aula, in quell’occasione, indussero il giudice a trasmettere gli atti al pubblico ministero per la nuova imputazione, costatagli un altro anno di reclusione. A difendere Modugno, l’avvocato Giuseppe Fiorito, del Foro di Bari.

